Personaggi di Romanzo criminale
Elenco dei personaggi dell'opera letteraria Romanzo criminale e opere derivate.
Membri della banda
[modifica | modifica wikitesto]Il Libanese
[modifica | modifica wikitesto]Il Libanese, vero nome Pietro Proietti, detto anche il Libano o l'Ottavo Re di Roma, è un personaggio letterario, protagonista del libro di Giancarlo De Cataldo, Romanzo criminale, ispirato alla vera storia della banda della Magliana, che operò in Italia a Roma tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta. Personaggio affascinante, istintivo, determinato,[1] il Libanese è il capo e il fondatore della banda della Magliana. Dotato di sangue freddo, di un grandissimo fiuto per gli affari, e di una grande astuzia ed intelligenza, è sempre spinto dal desiderio di aumentare il proprio potere e di arricchirsi. Il personaggio del Libanese è ispirato a Franco Giuseppucci, conosciuto dapprima come Er Fornaretto ed in seguito Er Negro, boss e fondatore della banda nel 1976.[2]
Pietro Proietti, soprannominato il Libanese, vive con sua madre[3] a Roma, nel quartiere della Magliana. Cresciuto senza la presenza del padre, fuggito di casa quando lui era molto piccolo, diventa un piccolo criminale e capo di una "batteria" composta dal Dandi, dal Bufalo e da Scrocchiazeppi. Fidanzato con Sara, per far colpo su di lei ruba la macchina del Terribile, un potente criminale romano, il quale, venuto a conoscenza dal Dandi del luogo in cui si trova il Libanese, lo punisce facendo violentare la ragazza dai fratelli Gemito, suoi scagnozzi, e ferendolo ad un braccio. Questo episodio è causa della nascita del rancore verso il Terribile e dell'abbandono di Sara.[3] Con il ricavato di un furto di macchine per scrivere, egli acquista un carico di armi dal Terribile con l'obiettivo di rapire il Barone Rosellini ma, una volta caricate le armi nel bagagliaio dell'auto, questa viene rubata dal Sorcio e venduta al Freddo, un delinquente di Testaccio, appartenente ad una "batteria" che comprende Fierolocchio ed i fratelli Buffoni, Sergio e Ruggero. Risolto il malinteso le due batterie si uniscono per il sequestro del barone e, una volta ottenuto il riscatto, il Libanese propone di reinvestire il denaro per creare un'organizzazione simile alla camorra o alla mafia per controllare il traffico di droga e tutte le altre attività illegali nella capitale. Il Libanese e la banda, attraverso il Puma, organizzano un incontro con il Sardo, boss della zona di Ostia, al quale il Libanese chiede di fornire alla banda un grande quantitativo di eroina e di cocaina ma, dopo che il primo incontro non ha avuto esito, i due trovano un accordo e il Libanese decide la strategia per piazzare la droga e prendere il controllo dello spaccio nella capitale: la città dovrà essere divisa in zone ed ognuno dei componenti della banda sarà incaricato di prenderne possesso, convincendo, o "costringendo", i vari spacciatori ad acquistare solo la droga dalla banda ed a lavorare per lei. La banda assume velocemente il controllo delle zone con la sola eccezione di Centocelle, proprietà del Terribile, ancora troppo potente per il Libanese e i due decidono di allearsi temporaneamente per non dare vita ad una guerra per le strade romane.
Durante questo periodo il Libanese incontra nuovamente Sara ma, dopo una notte passata insieme, al risveglio egli scopre che ella lo ha derubato ed è fuggita con il suo ragazzo, un criminale soprannominato Il Saggio. Egli ordina ad alcuni componenti della banda di trovarli e, una volta che Sara e il Saggio vengono catturati, il Libanese uccide prima quest'ultimo e poi decide di lasciare in vita Sara, che comunque si suiciderà a casa sua poco dopo.[3] Grazie alle alleanze stipulate prima con il Sardo e poi con i servizi segreti ed il Vecchio, il Libanese decide di uccidere il Terribile, a seguito della sua soffiata sul luogo dove il cadavere del Barone è stato seppellito che ha causato l'arresto della banda, e soprattutto dopo che il Terribile ha incaricato i fratelli Gemito di ucciderlo. Il Libanese, per non essere compromesso, incarica il Freddo di uccidere il Terribile, il quale gli pianta nel cuore il coltello con il quale il criminale lo aveva ferito il giorno della violenza a Sara. Una volta compiuto l'omicidio, il Libanese viene convocato da Zio Carlo, referente su Roma per Cosa nostra, il quale gli offre il posto che era del Terribile come acquirente della droga.[4] La banda comincia, così, a stringere sempre più alleanze e ciò non sfugge all'attenzione del Vecchio che la costringe, utilizzando uno stratagemma ordito dagli agenti Zeta e Pi greco, a lavorare per loro.[5] Il Libanese accetta, ma non rivela nulla al Freddo, il quale, comunque, comincia a sospettare le intenzioni del Libanese e, conscio dell'inizio del declino della banda, decide di partire per il Brasile con Roberta. Intanto il Libanese, preoccupato e sotto pressione, comincia a notare una discrepanza all'interno della banda. Sopraffatto dai suoi rimpianti per Sara, dall'abbandono da parte della madre e dalla sua dipendenza da cocaina, il Libanese inizia a tenere un comportamento paranoico e ossessivo, che destabilizza ulteriormente l'equilibrio della banda. Il 13 settembre del 1980 il Libanese, dopo avere perso 35 milioni a poker con Maurizio Gemito, si rifiuta di pagarlo, rinfacciandogli, di fronte a Ricotta ed a Ruggero Buffoni, la sua infedeltà al Terribile e minacciandolo con il coltello che quest'ultimo aveva usato quando i due fratelli avevano violentato la sua fidanzata. Lo scontro tra i due è impedito dai presenti ma la stessa sera, davanti alla casa della madre il Libanese viene ucciso a colpi di pistola da due uomini in motocicletta. I sospetti cadono sui fratelli Gemito, che infatti verranno uccisi dalla banda poco dopo, ma il vero mandante dell'omicidio si rivelerà il Vecchio che, notando lo stato incontrollabile del Libanese, incaricherà Zio Carlo di ucciderlo attraverso Nero e da Nembo Kid, ma anche per dare al Dandi l'opportunità di prendere il comando della criminalità romana, sostituendo lo stesso Libanese.[6][7] Dal libro è stato tratto il film del 2005 Romanzo criminale, nel quale il Libanese, col nome di Cesare Rocchi, è interpretato da Pierfrancesco Favino. L'interpretazione del Libanese fa vincere a Favino il David di Donatello per il miglior attore non protagonista e un Nastro d'argento al migliore attore protagonista. Nel 2008, il regista Stefano Sollima realizza la serie televisiva Romanzo criminale dove il Libanese è interpretato da Francesco Montanari. Nella seconda stagione della serie, il personaggio è stato nuovamente interpretato da Francesco Montanari che appare solo in alcune visioni del Dandi e del Bufalo. Francesco Sarcina, de Le Vibrazioni, ha scritto e interpretato appositamente per la seconda stagione della serie televisiva il brano musicale Libanese il Re, incluso nelle compilation Romanzo criminale - Il CD. Fabri Fibra nel suo singolo Pamplona fa riferimento a una scena della serie TV Romanzo criminale, citando l'omicidio del Libanese.
Il Freddo
[modifica | modifica wikitesto]Il Freddo, vero nome Fabrizio Soleri, è un personaggio letterario ispirato a Maurizio Abbatino, conosciuto come Crispino. Il Freddo è il capo di una piccola banda, o batteria, del quartiere romano di Testaccio; essa è formata da Fierolocchio ed i fratelli Buffoni, Ruggero e Sergio. A seguito dell'acquisto dal Sorcio di un'auto rubata, e trovata piena di armi, di proprietà del Libanese, il Freddo si incontra con il delinquente della Magliana ed insieme decidono di unire le rispettive batterie allo scopo di sequestrare il barone Rosellini. Dopo aver ottenuto il riscatto, il Libanese propone alle due bande di trattenere una piccola parte di denaro e di reinvestirne la maggior parte nel traffico della droga; il Freddo, fiducioso nelle intenzioni del Libanese, è il primo ad accettare la proposta, a condizione che nella nuova banda non vi sia la figura di un "capo" ma che si continui a decidere tutti insieme. Dopo avere imposto il loro dominio su molti quartieri di Roma, affidati ai vari componenti della banda come zone di influenza, il Libanese e la banda entrano in conflitto con il Terribile, un esperto criminale che controlla il quartiere di Centocelle e, dopo un breve periodo di accordo, nel quale il Terribile farà incarcerare la banda con l'accusa del sequestro del barone, la banda avrà la sua vendetta ed il Freddo farà parte, insieme al Bufalo, Ricotta e Trentadenari, del commando incaricato di ucciderlo, dandogli il colpo di grazia con lo stesso coltello a serramanico con il quale, anni addietro, il criminale aveva ferito al braccio il Libanese. Dopo la presa del controllo anche di Centocelle, la banda entra in affari con la mafia, principale fornitrice di droga del Terribile, e, stante anche la sempre maggiore influenza dei servizi segreti, il Freddo inizia a disapprovare le ambizioni grandiose, irrealiste e pericolose di Libanese e decide perciò di lasciare la banda; a seguito della morte dell'amico, ucciso davanti a casa della madre, egli decide tuttavia di annullare la già preventivata partenza, insieme alla fidanzata Roberta, al fine di vendicare il compagno ucciso. I sospetti della morte del Libanese cadono inizialmente sui fratelli Gemito, ed il Freddo ucciderà personalmente Remo, mentre Maurizio, sfuggito fortunosamente ad un agguato organizzato dal Dandi, da Ricotta e dal Bufalo, troverà la morte in ospedale per mano del Nero. Insieme al Dandi e al resto della banda ucciderà anche il Sardo, che chiedeva da tempo la zona di spaccio di droga del Libanese, passata in seguito a Donatella dopo la sua morte. Sarà l'unico a interessarsi realmente alla scarcerazione del Bufalo e Ricotta, finiti in carcere dopo l'attentato fallito a Maurizio Gemito. Dopo l'assassinio del Sardo, verrà rapito dal boss della camorra Don Mimmo, il quale da tempo cerca notizie sul Sardo. Minaccerà di uccidere il Freddo qualora la banda non gli ritrovasse il suo uomo. Dandi lo salverà uccidendo il Nero davanti a Don Mimmo dicendo che era stato lui ad assassinare il Sardo (in realtà perché colpevole della morte del Libanese). Avrà in seguito una relazione con Donatella, e nel frattempo emergeranno gli incontri-scontri col Dandi, riguardo alla banda e alle loro visioni della vita. Il Freddo in seguito ucciderà anche l'amico Sergio Buffoni, colpevole di avere organizzato un giro di spaccio di droga all'insaputa della banda, insieme al Sorcio, al Secco ed ai suoi due scagnozzi, Nercio e Botola, con l'aggravante di avere venduto una dose di eroina mal tagliata che aveva provocato il coma del fratello Gigio. Dopo un breve periodo di detenzione, in cui ucciderà un detenuto, autore dell'omicidio per vendetta del Puma, il Freddo verrà scarcerato. A seguito delle dichiarazioni del Sorcio sull'operato della banda tornerà in galera col resto del gruppo. Si scontrerà con Ruggero Buffoni durante l'ora d'aria per i detenuti. Da tempo quest'ultimo meditava vendetta nei confronti del Freddo per avergli ucciso il fratello, ma avrà la peggio. Il Freddo si inietterà del sangue infetto procuratogli da Donatella per passare il resto della detenzione in ospedale, ma al momento della sentenza definitiva, fuggirà in Marocco grazie ad un passaporto falso. Dopo la morte di suo fratello a opera di Ruggero Buffoni, il Freddo decide di tornare in patria per vendicarlo, ma Donatella gli farà trovare Buffoni già morto. Una volta reincontrata la donna, saprà la verità sulla morte del Libanese, e con una pistola che la sua ex amante gli dona, andrà dal Dandi ad ucciderlo, per non avergli mai detto la verità sulla morte dell'amico. Ma giunto nella Basilica di Sant'Apollinare restaurata dallo stesso Dandi, e una volta puntatagli la pistola dietro alla nuca, ci ripensa. Viene preso dai sensi di colpa e pronto a porre fine a tutta questa storia deciderà di confessare tutto al commissario Scialoja, venendo però ucciso da Donatella, dinnanzi la Fontana delle Tartarughe, a Piazza Mattei.
Dal libro è stato tratto il film del 2005 Romanzo criminale, diretto da Michele Placido, nel quale il Freddo, con il nome di Francesco Avolio, è interpretato da Kim Rossi Stuart. Nel film egli è amico d'infanzia del Libanese e successivamente lo incontra, quando quest'ultimo esce dal carcere, per creare la banda. A seguito della morte della sua fidanzata Roberta, uccisa da Ciro Buffoni per vendetta, dopo che il Freddo ha ucciso il fratello Aldo, contrariamente al romanzo in cui a morire è il fratello Gigio, egli decide di collaborare con la giustizia ma viene ucciso da un sicario dal volto coperto, probabilmente incaricato dai servizi segreti. Nel 2008, il regista Stefano Sollima realizza la serie televisiva Romanzo criminale - La serie dove il Freddo è interpretato da Vinicio Marchioni. La serie avrà anche una seconda stagione: Romanzo criminale - La serie 2. Nella serie egli si innamora di Roberta, in precedenza compagna di suo fratello Gigio, con la quale inizia una relazione che durerà fino all'inizio della seconda serie, quando la ragazza deciderà di lasciarlo. In seguito ha una relazione con Donatella, ma la storia tra i due finisce subito. A differenza del romanzo, qui il Freddo non fugge in Sudamerica, bensì in Marocco, dove viene raggiunto dal commissario Scialoja che gli chiede di collaborare con la giustizia, a cui però oppone un rifiuto. Dopo avere scoperto che il fratello è morto per mano di Ruggero Buffoni, fa ritorno a Roma di sua spontanea volontà con l'intenzione di ucciderlo e, dopo avere scoperto la dinamica dell'omicidio del Libanese, di uccidere anche il Dandi ma dopo la morte di Ruggero per mano di Donatella ed il sospetto sempre crescente di essere manovrato dai servizi segreti, rinuncia al proposito e decide di collaborare col commissario. Poco prima di incontrarlo però viene ucciso da Donatella, probabilmente su richiesta della mafia e dei servizi, allo scopo di impedirgli di rivelare le vicende ed i collegamenti della banda.
Il Dandi
[modifica | modifica wikitesto]Il Dandi, vero nome Mario De Angelis, è un personaggio letterario ispirato ad Enrico De Pedis, uno dei capi storici della banda, insieme a Franco Giuseppucci ed a Maurizio Abbatino.
Amico d'infanzia del Libanese, insieme al Bufalo con cui ha da sempre un rapporto conflittuale, Dandi sarà protagonista dell'unione della loro batteria, radicata nella zona della Magliana, con quella di Testaccio, composta dal Freddo, Fierolocchio ed i fratelli Buffoni, Sergio e Ruggero, allo scopo di sequestrare il barone Rosellini. Dopo avere ottenuto il riscatto, il Libanese espone l'idea di creare una nuova banda, mantenendo unite le due batterie, allo scopo di impadronirsi delle attività criminali in tutta Roma, proponendo di trattenere una piccola parte di denaro e di reinvestirne la maggior parte nel traffico della droga.
Il Dandi, fiducioso nelle intenzioni dell'amico, accetta la proposta, ma inizia a spendere le banconote provenienti dal sequestro, recandosi abitualmente da Patrizia, una giovane e bella prostituta del quartiere Esquilino di cui si è invaghito; la leggerezza provocherà l'identificazione della donna da parte del commissario Scialoja, che da quel momento inizierà le indagini sul sodalizio. Nonostante le lusinghe del Dandi, Patrizia decide di non diventare la sua donna a tempo pieno e questo gli provocherà reazioni che potrebbero mettere in pericolo le attività della banda e, al fine di evitare guai, il Freddo ed il Libanese costringono la giovane prostituta a diventare la sua donna, concedendole in cambio la proprietà di un elegante palazzo nel quartiere Parioli, dove diventerà la maîtresse di un bordello di alto bordo.
Dopo avere imposto il loro dominio su molti quartieri di Roma, affidati ai vari componenti della banda come zone di controllo, il Libanese e la banda entrano in conflitto con il Terribile, un esperto criminale che controlla il quartiere di Centocelle. Dopo la morte di quest'ultimo per mano del Freddo, la banda riceve in eredità tutto il patrimonio del defunto criminale fatto di liquidità , immobili e naturalmente della zona da lui precedentemente controllata; in quell'occasione sarà il Dandi ad occuparsi dei passaggi di proprietà degli immobili del Terribile e in particolare otterrà l'utilizzo di un seminterrato a Trastevere, che sarà trasformato in una bisca e night club.
Con la morte del Libanese, il Dandi inizia a legarsi sempre di più alla mafia siciliana ed ai servizi segreti, facendo affari da solo con Trentadenari senza informare gli altri che contemporaneamente sperperano i guadagni provenienti dal traffico di droga e si focalizzano nel tentativo di omicidio dei fratelli Gemito, ritenuti responsabili della morte del Libanese. La sua slealtà nei confronti della banda si manifesta quando, durante l'agguato a Maurizio Gemito, egli abbandona il Bufalo e Ricotta che vengono arrestati.
In seguito, dopo che i membri della banda hanno iniziato ad uccidersi tra loro, la polizia, grazie alle rivelazioni del Sorcio, riesce ad incriminare i superstiti e tutti vengono condannati a varie pene eccetto il Dandi che, grazie all'appoggio della mafia e dei servizi, viene assolto per insufficienza di prove. Passati quattro anni dalla fine del processo il Dandi intende ristrutturare la Basilica di Sant'Apollinare con l'intenzione di esservi seppellito mentre il Bufalo, che ha conservato l'antico rancore nei suoi confronti, evade dall'istituto psichiatrico giudiziario in cui era rinchiuso con l'intenzione di costituire una nuova batteria insieme a Fierolocchio e ad un ex compagno di cella e, dopo breve tempo, sarà proprio lo stesso Bufalo ad ucciderlo in Via del Pellegrino, nei pressi di Campo de' Fiori: dopo la morte egli verrà seppellito nella Basilica di Sant'Apollinare che aveva contribuito a restaurare.
Dal libro è stato tratto il film del 2005 Romanzo criminale, diretto da Michele Placido, nel quale il personaggio del Dandi, con il nome di Bruno De Magistris, è interpretato da Claudio Santamaria. Nel film viene ampliato maggiormente il rapporto tra il Libanese e il Dandi, oltre alla vigliaccheria di quest'ultimo quasi del tutto assente nella prima serie televisiva. Durante il prologo del film, il Dandi abbandona il Libanese alla polizia. La stessa cosa accadrà in seguito quando il Dandi abbandonerà Bufalo e Ricotta nelle mani della polizia durante l'agguato a Maurizio Gemito, ritenuto responsabile della morte del Libanese nel film.
Nel 2008 il regista Stefano Sollima realizza la serie televisiva Romanzo criminale dove il Dandi è interpretato da Alessandro Roja, ruolo mantenuto anche nella seconda stagione, Romanzo criminale - La serie 2, trasmessa nel 2010.
Il Bufalo
[modifica | modifica wikitesto]Il Bufalo, personaggio ispirato a Marcello Colafigli, il cui vero nome è Claudio Sabatini, è un amico d'infanzia del Libanese e del Dandi. Inizia la sua carriera criminale con piccole rapine. Una volta che il Libanese crea la Banda, ne fa di Bufalo un suo membro, dandogli la zona di spaccio della Magliana. Bufalo è molto fedele al Libanese, diffidente nei confronti del Dandi e neutrale nei confronti del Freddo. Quando il Libanese viene assassinato, per lui è una grave perdita, a tal punto da rubare la bara dell'amico per memorarlo, come un imperatore romano, ma ciò non gli viene concesso dalla madre del defunto. Nel frattempo con l'aiuto di Ricotta vendica l'amico uccidendo i fratelli Gemito storici rivali del Libanese, ma viene ferito dalla polizia che avvisata della sparatoria accorre sul posto, ferendo i due malviventi. Con loro c'era il Dandi appostato in auto per fuggire insieme, ma alla vista della polizia, per paura del carcere scappa via, facendo arrestare gli amici e sancendo così il rancore del Bufalo. Dopo tali fatti Bufalo è in prigione, e anche da lì capisce che oramai il Dandi si sta staccando dai principi della Banda, arricchendosi da solo e abbandonando tutti gli ex soci, a tal punto di uccidere anche chi si opponesse, e qui il suo rancore e odio verso il Dandi cresce sempre di più. Nel 1990 Bufalo esce dalla prigione, con un solo obiettivo, quello di eliminare il Dandi e creare una sua batteria, basata sui principi della Banda. La vendetta arriva nel febbraio 1990, davanti a un antiquariato di Campo de' Fiori, il Bufalo in sella a un Motocross guidato da Fierolocchio, elimina per sempre il Dandi. Ma ciò non lo arricchisce, perché lui è solo un criminale di strada e non avrà il carisma dei suoi predecessori. La sua figura termina con un flash forward ambientato nei giorni nostri, si ritrova solo e vecchio nel suo quartiere, la Magliana pestato da dei bulli che non lo riconoscono. Ma il Bufalo è sempre lo stesso, si procura una pistola, e ferisce e uccide il capo dei bulli sussurrandogli il suo nome al orecchio prima di compiere l'omicidio. L'epilogo finisce dove tutto iniziò nel bar della banda, Bufalo braccato dalla polizia, accorsa per la sparatoria, non abbassa le armi e viene ucciso da un poliziotto morendo tra i ricordi di una vita sbagliata.
Trentadenari
[modifica | modifica wikitesto]Trentadenari, personaggio ispirato a Claudio Sicilia, è il cassiere della banda il cui vero nome è Claudio Anioni, è un criminale napoletano trapiantato a Roma che collabora, insieme a Ricotta, con il Sardo, boss della zona di Ostia, ed ospita nella sua casa il primo incontro tra il Sardo ed il Libanese, il Dandi ed il Freddo, allo scopo di fornire alla banda un grande quantitativo di eroina e di cocaina, attraverso i suoi legami e le sue amicizie con la Nuova Camorra Organizzata di Don Mimmo. Egli seguirà tutte le vicende della banda, compreso l'omicidio del Terribile, vecchio boss divenuto ormai perdente, al quale partecipa personalmente, insieme a Ricotta, al Freddo ed al Bufalo, divenendone successivamente il cassiere, ma finendo ucciso per gelosia dal Sorcio, che nel frattempo è stato informato dal commissario Scialoja che la sua ex fidanzata Vanessa si è legata a lui.
Nel film del 2005 il personaggio di Trentadenari non compare, mentre nel 2008, il regista Stefano Sollima realizza la serie televisiva Romanzo criminale dove a interpretare il personaggio è Orlando Cinque.
Nembo Kid
[modifica | modifica wikitesto]Nembo Kid è ispirato alla figura del componente della banda della Magliana Danilo Abbruciati, soprannominato Er Camaleonte. Agisce da tramite tra Zio Carlo, referente di