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Aragona (Italia)

Coordinate: 37°24′26.58″N 13°37′08.2″E
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Aragona
comune
Aragona – Stemma
Aragona – Bandiera
Aragona – Veduta
Aragona – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Sicilia
Libero consorzio comunale Agrigento
Amministrazione
SindacoGiuseppe Pendolino (IV) dal 14-6-2017 (2º mandato dal 15-6-2022)
Data di istituzione12 settembre 1607
Territorio
Coordinate37°24′26.58″N 13°37′08.2″E
Altitudine400 m s.l.m.
Superficie74,7[1] km²
Abitanti8 660[2] (31-5-2026)
Densità115,93 ab./km²
FrazioniAragona Caldare, Zorba
Comuni confinantiAgrigento, Campofranco (CL), Casteltermini, Comitini, Favara, Grotte, Joppolo Giancaxio, Sant'Angelo Muxaro, Santa Elisabetta
Altre informazioni
Cod. postale92021
Prefisso0922
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT084003
Cod. catastaleA351
TargaAG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[3]
Cl. climaticazona C, 1 149 GG[4]
Nome abitantiaragonesi
PatronoMadonna del Rosario
Giorno festivo7 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aragona
Aragona
Aragona – Mappa
Aragona – Mappa
Posizione del comune di Aragona nel libero consorzio comunale di Agrigento
Sito istituzionale

Aragona (Raona in siciliano[5]) è un comune italiano di 8 660 abitanti[2] del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.

Il territorio comunale è noto soprattutto per le macalube, fenomeni naturali caratterizzati dalla presenza di vulcanelli di fango e tutelati attraverso l'omonima riserva naturale integrale.[6] Il comune è stato inoltre interessato da un consistente fenomeno di emigrazione e spopolamento: nel 2013 fu uno dei centri italiani maggiormente colpiti dal fenomeno, riportando una popolazione residente all'estero pari a circa la metà di quella residente nel comune.[7]

Geografia fisica

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Aragona si trova sulle pendici orientali del monte Belvedere, a 428 m s.l.m. e comprende le frazioni di Caldare e Zorba.[8]

Origini del nome

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Dopo aver ottenuto la possibilità di fondare un nuovo centro il 12 settembre 1607 con la concessione della licentia populandi, che appunto autorizzava la creazione del nuovo borgo, il fondatore Bartolomeo III Naselli decise che gli venisse dato il nome di Aragona, in omaggio alla madre, Beatrice Aragona Branciforti, appartenente alla famiglia Aragona di Castelvetrano, perché sottolineava la loro discendenza dai Sovrani di Sicilia appartenenti al ramo siciliano della Casa d'Aragona.

Edificio dell'Opera Pia Principe di Aragona

Le origini dell'attuale centro abitato risalgono agli inizi del XVII secolo e sono legate alla famiglia Naselli, già titolare della Contea di Comiso. Il feudo di Diesi, sul quale sarebbe sorta Aragona, era entrato nei possedimenti della famiglia con Baldassare I Naselli e fu successivamente trasmesso ai suoi discendenti.

Il 2 agosto 1604 si aprì a Messina il XLIX Parlamento generale straordinario del Regno di Sicilia, presieduto dal viceré Lorenzo Suárez de Figueroa y Córdoba. In tale occasione Baldassare III Naselli, conte di Comiso e titolare del feudo di Diesi, presentò la richiesta di fondare e popolare un nuovo centro abitato all'interno dei propri possedimenti. Il 6 settembre dello stesso anno la richiesta fu sottoposta al viceré, che dispose gli accertamenti necessari alla concessione.

Il procedimento si concluse il 12 settembre 1607 con la concessione a Baldassare III Naselli della licentia populandi, che autorizzava la fondazione del nuovo borgo. All'insediamento fu dato il nome di Aragona, in omaggio alla madre del fondatore, Beatrice Aragona Branciforti, appartenente alla famiglia Aragona di Castelvetrano.

La signoria dei Naselli sul territorio precedeva pertanto la fondazione del centro abitato. Tra i primi esponenti della famiglia legati al feudo di Diesi figurano Baldassare I Naselli, che ne acquisì il possesso, Gaspare I Naselli e Gaspare II Naselli, detto «il Conte Rosso», che sposò Beatrice Aragona Branciforti. Dal matrimonio nacque Baldassare III, fondatore del nuovo abitato.

Principato e sviluppo del borgo

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Alla morte prematura di Baldassare III, colpito dalla malaria insieme a due dei suoi figli maschi, la successione passò al figlio Luigi I Naselli. Quest'ultimo, vissuto prevalentemente a Palermo, ottenne il titolo di principe di Aragona; negli ultimi anni si trasferì a Sciacca, dove morì.

Particolare importanza nello sviluppo urbanistico e religioso del centro ebbe il figlio Baldassare IV Naselli. Dopo aver ricoperto incarichi civili e militari, si stabilì ad Aragona e promosse la costruzione del grande palazzo della famiglia. Durante la sua signoria favorì inoltre l'insediamento dei Mercedari scalzi e dei Cappuccini, contribuendo alla costruzione dei rispettivi conventi e degli edifici di culto annessi.

Nel 1702 Baldassare IV cedette al figlio Luigi l'amministrazione dei possedimenti familiari e intraprese la vita religiosa, ritirandosi presso il convento dei Cappuccini di Aragona, dove morì nel 1710. Fu sepolto ai piedi dell'altare maggiore della chiesa cappuccina di San Giuseppe, successivamente divenuta parrocchia di San Francesco d'Assisi. Durante successivi interventi sull'edificio le sue spoglie furono trasferite nel cimitero comunale.

Tra gli esponenti successivi della famiglia si distinse Baldassare V Naselli, nato nel palazzo principesco di Aragona e chiamato a ricoprire importanti incarichi pubblici. Fu presidente del Regno di Sicilia e soggiornò successivamente a Napoli e a Parigi. Nel corso del XVIII secolo il centro conobbe una considerevole crescita demografica e urbanistica, raggiungendo una popolazione di diverse migliaia di abitanti.

I Naselli conservarono la signoria feudale di Aragona sino all'abolizione della feudalità siciliana nel 1812. Baldassare VII Naselli fu l'ultimo esponente della famiglia a esercitare prerogative feudali sulla comunità.

Dall'abolizione della feudalità all'Ottocento

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L'abolizione del sistema feudale nel 1816 pose fine ai poteri giurisdizionali esercitati dai principi di Aragona, pur senza determinare l'estinzione dei titoli nobiliari e dei possedimenti privati della famiglia.

Baldassare VII Naselli morì ad Aragona nel 1863 senza discendenza diretta. I titoli familiari passarono quindi alla sorella Marianna Naselli, moglie di Nicolò Burgio, e successivamente al figlio Luigi Burgio Naselli, sacerdote e titolare, tra gli altri, dei titoli di duca di Villafiorita, principe di Aragona e di Poggioreale, conte di Comiso e marchese di Gibellina.

Stabilitosi ad Aragona dopo aver trascorso parte della propria vita a Palermo, Luigi Burgio Naselli promosse diverse iniziative assistenziali. Chiamò nel paese le Figlie della carità di San Vincenzo de' Paoli, alle quali fu affidata l'assistenza dei poveri e degli orfani. Nel 1877, in seguito alle difficoltà economiche derivanti anche dagli investimenti nell'industria zolfifera, destinò parte dei propri beni alle religiose.

A questo periodo risale anche la sistemazione della cappella del palazzo principesco, attribuita all'architetto palermitano Giovan Battista Palazzotto e datata al 1874. L'ambiente, di gusto neoclassico, comprende due spazi contigui dotati di altare. Nel vano d'ingresso fu successivamente collocato un monumento funebre neoclassico dedicato a Luigi Burgio Naselli dall'erede Antonio Burgio Brancaccio.

Luigi Burgio Naselli morì ad Aragona il 28 settembre 1889. Alla sua morte il palazzo della famiglia entrò nel patrimonio dell'Istituto Principe di Aragona, affidato alle Figlie della Carità e destinato per oltre un secolo ad attività assistenziali, in particolare alla cura e all'educazione dei minori.

Industria dello zolfo

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Tra il XIX e il XX secolo la storia economica di Aragona fu profondamente legata all'estrazione dello zolfo, che caratterizzò ampie aree dell'entroterra agrigentino. Nel territorio comunale furono aperte numerose zolfare, attorno alle quali si sviluppò una consistente attività mineraria.

Intorno al 1900 diverse miniere situate in contrada Mintini furono riunite in un complesso produttivo organizzato. Tra le attività minerarie presenti nella zona figuravano anche interessi riconducibili alla famiglia di Luigi Pirandello, la cui situazione economica fu strettamente legata all'industria zolfifera dell'area agrigentina.[9]

Stemma

Lo stemma è stato concesso con Regio Decreto del 24 agosto 1928[10] e Regie Lettere Patenti del 21 gennaio 1929 di re Vittorio Emanuele III ed è stato disegnato a partire dal blasone della famiglia Naselli, dal quale si differenzia per alcuni dettagli: la presenza di quattro anziché tre sfere, la loro collocazione all'interno della fascia centrale anziché nella parte inferiore dello scudo e la conseguente rappresentazione per intero del leone che, nello stemma originario della famiglia feudataria, era soltanto "nascente" dalla fascia.[11]

«D'azzurro, al leone d'oro, lampassato di rosso, con la fascia d'argento attraversante, caricata di quattro torte, di rosso. Ornamenti esteriori da Comune.»
Gonfalone

Il gonfalone, concesso con Regio Decreto di re Vittorio Emanuele III del 19 ottobre 1933,[10] è costituito da un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Duomo di Nostra Signora dei Tre Re Magi
  • Chiesa del Santissimo Crocifisso, presso il tempio è attestata la "Confraternita del Santissimo Crocifisso"
  • Chiesa della Beata Vergine Maria del Santissimo Rosario di Pompei
  • Chiesa della Beata Vergine Maria del Carmelo
  • Chiesa della Beata Vergine Maria della Mercede
  • Chiesa di San Giuseppe Artigiano
  • Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi
  • Chiesa della Madonna della Provvidenza
  • Chiesa della Madonna del Rosario
  • Chiesa del Purgatorio

Architetture civili

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  • Palazzo Principe di Aragona, noto anche come Palazzo del Principe Naselli, ex orfanotrofio e sede della Fondazione Istituto Principe d’Aragona[12]
  • Torre del Salto d'Angiò

Riserve naturali

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[13]

Popolazione straniera residente

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Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2024 i cittadini stranieri residenti ad Aragona erano 482, equivalente al 4,6% della popolazione residente. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano[14]:

Tradizioni e folclore

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La piazza Umberto I.

Gennaio: si festeggia Sant'Antonio Abate, con riscoperta alle antiche tradizioni, benedizione degli animali, degustazioni di prodotti tipici nel quartiere della "Furca Vò", e la conclusiva cavalcata.

Febbraio: Carnevale Aragonese, con sfilata di carri allegorici.

Marzo: si festeggia San Giuseppe Artigiano, con la processione del Santo per le vie del paese, i giochi pirotecnici e la tradizionale Tavulata.

Marzo/aprile: Settimana Santa Aragonese. Le celebrazioni iniziano la Domenica delle Palme con la benedizione e il corteo nelle parrocchie. Il giovedì nella Chiesa del Carmine ha luogo la "deposizione del Cristo dalla Croce" e poi per tutta la notte la veglia e visita ai sepolcri. Il venerdì santo le celebrazioni iniziano la mattina con la processione del Nazareno e dell'Addolorata verso il Calvario dove, alle ore 12,00 in punto, avviene la Crocifissione del Cristo. Intorno alle ore 20,00 un'urna adornata da 4 angeli e da una palma intrecciata con all'interno il Cristo morto, muove in processione per le vie del centro storico, accompagnata dalle statue dell'Addolorata, di San Giovanni e di Maria Maddalena, dalla banda musicale e da centinaia di fedeli. La processione termina intorno alla mezzanotte con la sepoltura che ha luogo sulla piazza antistante la Chiesa della Madonna del Carmine. Durante il Sabato Santo viene cucinato il tagano, piatto tipico della tradizione aragonese. Momento centrale delle manifestazioni pasquali è però la domenica di Pasqua quando a mezzogiorno ha luogo il cosiddetto "Incontro dei Giganti", rappresentazione che avviene utilizzando le statue del Risorto e della Vergine nonché quelle spagnoleggianti di San Pietro e San Paolo. Le manifestazioni proseguono nelle due domeniche successive quando la statua della Madonna del Rosario viene portata in processione per le vie del paese accompagnata sempre dai Santi Pietro e Paolo. La seconda domenica di Pasqua avviene la Sagra del Tagano. Negli ultimi anni, viene festeggiato anche la Festa della Liberazione del 25 aprile, con una manifestazione denominata "Liberty Day", organizzata dai giovani di Aragona, che hanno portato avanti la tradizione negli ultimi anni.

Chiesa Madre.

Maggio: si festeggia la Madonna di Fatima, incoronata Regina di Aragona il 13 maggio 1950 dal cardinal Ruffini. La Madonna viene venerata per tutto il mese di maggio all'interno della Chiesa Madre dove i fedeli si recano a portare fiori e a sostare in preghiera. Il 13 maggio avviene la processione del venerato simulacro della Madonna di Fatima per le vie della città, e al rientro vengono esplosi i giochi pirotecnici. Legati ai festeggiamenti vi sono il "Meeting del Folklore dei bambini" e la "Rassegna corale Mariana".

Maggio/giugno: si festeggia il Corpus Domini, con la processione Eucaristica per le vie della città.

Luglio/agosto: Estate Aragonese, con arte, musica, teatro e le "Notti Bianche"

Agosto: la prima domenica viene festeggiata la Madonna della Mercede anticipata da una novena con la recita del SS. Rosario in dialetto strettamente aragonese e il canto "Salve Regina". La domenica conclusiva intorno alle ore 18,00 viene celebrata la Santa Messa con la benedizione degli emigranti, al termine si svolge la Processione della Madonna della Mercede per le vie della città, e al rientro vengono esplosi i giochi pirotecnici. La terza domenica viene invece festeggiato San Giovanni Bosco, con la processione Eucaristica per le vie della contrada "Serre" e i giochi pirotecnici.

Settembre: la prima domenica viene festeggiata Santa Rosalia con la processione della statua per le vie dell'omonima contrada e i giochi pirotecnici. Il secondo sabato avviene la tradizionale Sagra della salsiccia, tramandata di anno in anno; dal 2007 la Sagra viene svolta presso le vie del centro storico del Paese, rievocando la vecchia tradizione. La salsiccia viene arrostita dai macellai aragonesi presso dei caratteristici stand dislocati lungo le vie. La seconda domenica viene invece festeggiato "San Vincenzo Ferreri" che è la festa più importante del paese, spettacoli canori e di cabaret, la fiera del bestiame, la processione del Santo e i giochi pirotecnici che concludono l'Estate Aragonese.

Ottobre: giorno 4 viene festeggiato San Francesco d'Assisi, con la novena, la benedizione degli animali, e la processione della statua per le vie della città. La seconda domenica si festeggia invece la Madonna del Rosario che dal 1875 è la Patrona di Aragona. In suo onore si svolge la degustazione del "Pani cunzatu", momenti religiosi e di fraternità, la Processione della statua per le vie della città, la "Sagra del cuddiruni aragonese" e i giochi pirotecnici.

Novembre: il 2 vengono ricordati i fedeli defunti, i caduti nelle guerre, i caduti di Nassirya e i caduti in miniera con un corteo fino al cimitero.

Dicembre: giorno 8 si festeggia l'Immacolata con la processione per le vie del paese. Dal 16 al 24 hanno invece luogo le Nannaredde (novene di Natale).

  • Teleacras trasmette in modalità HbbTV e sul canale 89 del digitale terrestre[15][16]

Alla città di Aragona in minima parte è legato il film Il cammino della speranza, in cui si scorcia per poco più di un minuto una veduta panoramica del centro storico con il possente Palazzo dei Principi Naselli, e una parte dell'attuale cimitero. Inoltre ad Aragona sono state girate alcune parti del film Il giudice ragazzino sul magistrato assassinato dalla mafia Rosario Livatino. Tra il 1999 e il 2000 viene girato La memoire aux auluettes, film sulla miniera di Marcinelle. Nel 2009 Aragona torna sul set cinematografico con il lungometraggio Prove per una tragedia siciliana, di e con John Turturro (la cui nonna materna era aragonese[17]) presentato alla 66ª edizione del Festival di Venezia.

La prima domenica dopo Pasqua ad Aragona si svolge la sagra del tagano. Il piatto che ad Aragona simboleggia la Pasqua è u taganu una pietanza a base di pasta, uova, tuma. Il nome deriva dal tegame in cui viene cucinato nel pomeriggio del Sabato Santo per essere consumato il Lunedì dell'Angelo. Cotto in forno almeno per due ore si può mangiare freddo o caldo. Il piatto si può gustare accompagnato da vino novello bianco.

Un altro piatto tipico della cucina aragonese è la 'mbriulata o imbriulata, che consiste in un impasto di pasta di pane salato arrotolato, farcito al suo interno da vari ingredienti: olive, cipolla e tritato di maiale condito con olio d'oliva, sale e pepe.

Geografia antropica

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Al 15º censimento generale della popolazione e delle abitazioni dell'ISTAT (2011), il territorio di Aragona risulta così suddiviso[18]:

NomeTipologiaAbitantiAltitudineCoordinate
Aragonacentro abitato / capoluogo comunale8 77940037°24′26.58″N 13°37′08.2″E
Stazione di Aragona-Caldarecentro abitato26333437°22′53.39″N 13°38′13.19″E
Ranciditinucleo abitato5333037°23′03.08″N 13°37′40.65″E
-Case sparse398--
totale2 centri abitati + 1 nucleo abitato9 493117/600

È presente la miniera per l'estrazione di zolfo solfara Mandra, oggi inattiva.

Il territorio del comune è compreso nella zona di produzione del Pistacchio di Raffadali D.O.P.[19].

Infrastrutture e trasporti

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Amministrazione

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Signori e principi di Aragona

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Signori feudali e principi di Aragona
N. Titolare Periodo Consorte Note
— Baldassare III Naselli 1607-1614 Antonia Saccano Conte di Comiso e signore del feudo di Diesi, ottenne il 12 settembre 1607 la licentia populandi per la fondazione del nuovo centro abitato, cui diede il nome di Aragona in onore della madre Beatrice Aragona Branciforti.
I Luigi I Naselli e Saccano 1625-1673 Eleonora Carrillo y Toledo Figlio di Baldassare III. Succeduto ancora bambino al padre, ottenne nel 1625 il titolo di principe di Aragona.
II Baldassare IV Naselli e Carrillo 1673-1703 Celidonia Fiorito e Tagliavia Figlio del precedente. Promosse lo sviluppo edilizio e religioso di Aragona, favorendo l'insediamento dei Mercedari scalzi e dei Cappuccini. Rinunciò successivamente ai possedimenti in favore del figlio e si ritirò presso il convento dei Cappuccini, dove morì nel 1710.
III Luigi II Onofrio Nicolò Naselli e Fiorito Tagliavia 1703-1711 Margherita Branciforti e Morra Figlio del precedente. Ricevette l'investitura dei possedimenti familiari nel 1703 e ottenne nel 1709 la dignità ereditaria di Grande di Spagna. Rinunciò successivamente ai feudi in favore del figlio Baldassare.
IV Baldassare V Naselli e Branciforti 1711-1753 Laura Morso Filingeri Figlio del precedente. Ricoprì numerosi incarichi pubblici, tra cui quelli di pretore di Palermo e consigliere di Stato, e fu presidente del Supremo Consiglio di Sicilia.
V Luigi III Naselli e Morso Filingeri 1754-1773 Stefania Morso Figlio del precedente. Ricevette nel 1754 l'investitura del principato di Aragona, della contea di Comiso e degli altri possedimenti della famiglia.
VI Baldassare VI Naselli 1773-1812 Marianna Alliata Figlio del precedente. Fu l'ultimo principe di Aragona a esercitare le prerogative connesse alla signoria feudale. Morì nel 1812, anno dell'abolizione della feudalità in Sicilia.
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 dicembre 1986 28 luglio 1989 Vincenzo Di Giacomo Democrazia Cristiana Sindaco [20]
28 luglio 1989 7 maggio 1992 Vincenzo Di Giacomo Democrazia Cristiana Sindaco [20]
3 luglio 1992 4 marzo 1993 Vincenzo Di Giacomo Democrazia Cristiana Sindaco [20]
4 marzo 1993 25 novembre 1993 Girolamo Giovanni Lattuca Democrazia Cristiana Sindaco [20]
25 novembre 1993 15 dicembre 1997 Alfonso Tedesco Movimento La Rete e lista civica Sindaco [20]
15 dicembre 1997 28 maggio 2002 Biagio Raimondo Bellanca Partiti vari da Alleanza Nazionale a Rifondazione comunista Sindaco [20]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Biagio Raimondo Bellanca centro-destra Sindaco [20]
1º giugno 2007 8 maggio 2012 Alfonso Tedesco centro-sinistra Sindaco [20]
8 maggio 2012 14 giugno 2017 Salvatore Parello lista civica Sindaco [20]
14 giugno 2017 15 giugno 2022 Giuseppe Pendolino lista civica Sindaco [20]
15 giugno 2022 in carica Giuseppe Pendolino lista civica - Italia Viva Sindaco [20]

Altre informazioni amministrative

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Il comune fa parte della regione agraria n. 3 - Colline del Platani.[21]

  1. ↑ Dati Istat 2011, su istat.it. URL consultato il 9 luglio 2014.
  2. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ↑ Il toponimo presenta le tipiche caratteristiche della fonologia siciliana. Raona è la forma semplificata – rectius: è un eye dialect – della dizione più esatta di Ragona, pronunciato per l'appunto /ɾaˈɔna/. La forma in questione è l'esito naturale dell'aferesi che i lemmi siciliani incontrano nelle parole che iniziano per vocale, quali la /a-/. A tal proposito, giova sottolineare che da tale forma discende anche il cognome Ragonese e le sue varianti. La precedente forma in Aragona, completa della iniziale vocale silente e della tipica ⟨g⟩ siciliana, appare essere un morfema comunque valido, seppure da ritenersi aulico. Foneticamente infatti l'assenza del fono [ʐ] sulla ⟨r⟩ a inizio parola statuisce senz'altro l'atavica pronuncia siciliana /(a).ɾaˈ(ɡ)ɔ.na/, poi evoluta si naturalmente nella versione oggi conosciuta.
  6. ↑ Macalube di Aragona, su Legambiente Riserve. URL consultato l'8 agosto 2026.
  7. ↑ Aragona, il paese che emigra: va via un abitante su due, in la Repubblica, 23 aprile 2013. URL consultato l'8 agosto 2026.
  8. ↑ Comune di Aragona mappa territorio con le Frazioni su italiamappata.it
  9. ↑ Aragona e la sua storia, su Comune di Aragona. URL consultato l'11 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2016).
  10. 1 2 Aragona, su Archivio Centrale dello Stato.
  11. ↑ Lo stemma della famiglia Naselli si blasona d'azzurro, alla fascia, sormontata dal leone nascente, accompagnata in punta da tre palle ordinate in fascia il tutto d'oro.
  12. ↑ Palazzo Principe su fondoambiente.it
  13. ↑ Dati tratti da:
  14. ↑ Statistiche demografiche ISTAT, su demo.istat.it. URL consultato il 3 agosto 2025.
  15. ↑ Telecras teleacras.it
  16. ↑ mux-locale 2 sicilia litaliaindigitale.it
  17. ↑ John Turturro naturalizzato italiano, 10 febbraio 2011.
  18. ↑ Censimento 2011 Aragona, su tuttitalia.it. URL consultato il 31 gennaio 2019.
  19. ↑ Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 20 novembre 2020, su eur-lex.europa.eu.
  20. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 http://amministratori.interno.it/
  21. ↑ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato l'8 luglio 2011.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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