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Amafinio

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Caius Amafinius (fl. II-I secolo a.C.) è stato uno scrittore romano. Fu il primo, secondo Cicerone, ad aver scritto di filosofia in lingua latina, diffondendo con un discreto successo gli insegnamenti epicurei. Di lui non ci sono rimaste opere.

Visse probabilmente tra la fine del II secolo e gli inizi del I a.C., negli stessi anni di Lucrezio e Cicerone, che lo cita in coppia con un certo Catio, che sappiamo morì nel 45[1]. Dovrebbe, dunque, aver operato a Roma a partire dall'inizio degli anni 50 del I secolo a.C.[2], data a partire dalla quale Cicerone inizia ad occuparsi dell'epicureismo come uno degli orientamenti etici della cultura romana.

Il filologo classico Klebs, seguito da Ettore Paratore, ha sostenuto invece l'anteriorità di Amafinio rispetto a Lucrezio.[3]

Ricezione critica

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Nel periodo dell'Umanesimo Pomponio Leto accolse il nome del filosofo menzionato da Cicerone nella forma Caius Fannius: la tradizione manoscritta delle Tusculanae disputationes, infatti, presentava oscillazioni come "Amafanius" (ms. di Monaco, lat. 763, Staatsbibliothek) o "Amaphanius" (ms. di Oxford), e ciò può aver indotto il Leto a una normalizzazione del nome secondo il più diffuso gentilizio "Fannius".[3]

Severo fu, ad ogni modo, il giudizio dell'Arpinate quanto allo stile di Amafinio, che ai suoi occhi non era altro che un rozzo e pedestre divulgatore:[4]

«...pauca admodum Latina monumenta sive propter magnitudinem rerum occupationemque hominum, sive etiam quod imperitis ea probari posse non arbitrabantur, cum interim illis silentibus C. Amafinius extitit dicens, cuius libris editis commota multitudo contulit se ad eam potissimum disciplinam, sive quod erat cognitu perfacilis, sive quod invitabantur inlecebris blandis voluptatis, sive etiam, quia nihil erat prolatum melius, illud quod erat tenebant.[5]»
  1. ↑ Ad Familiares, XV 19, 2.
  2. ↑ H. H. Howe, Amafinius, Lucretius and Cicero, in "American Journal of Philology", 77 (1951), pp. 61-62.
  3. 1 2 Pomponio Leto, Lucrezio, traduzione e note a cura di G. Solaro, Palermo, Sellerio, 1993, p. 56.
  4. ↑ Cfr. Academica libri I 2.
  5. ↑ Tusc. disp. IV 3 6: "...opere rappresentative di questa filosofia, in latino si può dire non ne esistano: o, se mai, sono assai poche. Ciò è dovuto alla difficoltà della materia e al fatto che i nostri connazionali erano presi da ben altri problemi, e ritenevano inoltre che quelle non fossero cose da piacere a gente senza istruzione come erano loro. Mentre essi tacevano, venne fuori Gaio Amafinio: quando uscirono i suoi libri la gente ne rimase impressionata, e accordò notevolissimo favore alla dottrina di cui egli era rappresentante, per la facilità con cui si capiva, per l’attrazione esercitata dalle seducenti lusinghe del piacere, e anche perché, dal momento che non le era offerto nulla di meglio, prendeva quello che c’era".
  • E. Klebs, Amafinius, in RE, I, col. 1714.
  • H. H. Howe, Amafinius, Lucretius and Cicero, in "American Journal of Philology", 77 (1951), pp. 57–62.

Collegamenti esterni

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