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TMZ (sito web)

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TMZ
sito web
Logo
Logo
URLwww.tmz.com/
Tipo di sitonews, gossip
LinguaInglese
RegistrazioneOpzionale
ProprietarioEHM Productions, Inc.
Creato daHarvey Levin
Lancio8 novembre 2005
Stato attualeAttivo
Slogan"Celebrity Gossip. Entertainment News. Celebrity News."

TMZ è un sito web di gossip e notizie sullo spettacolo, lanciato l'8 novembre 2005.[1] Nato come collaborazione tra America Online (AOL) e Telepictures Productions (divisione della Warner Bros.[2]), è rimasto legato a tale gruppo societario fino a quando la Time Warner ha dismesso AOL nel 2009. Il 13 settembre 2021 Fox Corporation ha acquistato TMZ da WarnerMedia per 50 milioni di dollari.

Il nome TMZ è l'acronimo di thirty-mile zone ("zona di trenta miglia"), in riferimento alla "studio zone" di Los Angeles, un'area dal raggio di 30 miglia (circa 50 km) compresa tra West Beverly Boulevard e La Cienega Boulevard, storicamente frequentata da celebrità e addetti ai lavori del mondo dello spettacolo.[3]

Il direttore editoriale di TMZ è Harvey Levin, ex avvocato e commentatore giuridico per emittenti televisive.[4] Benché la redazione dichiari ufficialmente di non pagare per interviste o scoop, lo stesso Levin ha ammesso che talvolta il sito ricompensa finanziariamente i propri informatori per le notizie ricevute.[5][6][7] Levin ha inoltre ribadito che ogni notizia viene accuratamente verificata prima della pubblicazione.[8] Il 10 settembre 2007 sono iniziate le trasmissioni del programma televisivo TMZ on TV, incentrato su contenuti analoghi a quelli della piattaforma web.

Storia e sviluppo

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La sede originale di TMZ a Glendale, California

Tre mesi prima del lancio ufficiale di TMZ, America Online (AOL) aveva annunciato l'intenzione di creare un portale dedicato alle notizie su Hollywood e sul mondo dello spettacolo in collaborazione con la Telepictures Productions.[9] Al momento della pubblicazione, AOL confermò che il sito si sarebbe occupato prevalentemente di pettegolezzi sulle celebrità, interviste, fotografie e filmati esclusivi, oltre a informazioni sull'industria cinematografica e televisiva.[9] Il progetto venne descritto come un tentativo di "alimentare l'ossessione del pubblico americano per i personaggi famosi". Mike Shields di ”MediaWeek.com” sottolineò come il sito potesse vantare un vasto archivio multimediale, consentendo ai lettori di seguire l'evoluzione della carriera e dell'aspetto dei propri artisti preferiti nel corso degli anni.[9]

Accoglienza e dati economici

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Fin dal 2005, TMZ ha siglato importanti accordi pubblicitari con marchi come Revlon, Chrysler, Hilton Worldwide e New Line Cinema.[9] Il New York Times ha definito TMZ «una delle iniziative online di maggior successo degli ultimi anni».[10] Nel mese di ottobre 2008, la testata ha registrato che il sito raggiungeva un bacino di oltre 10 milioni di utenti unici mensili.[10]

Levin ha difeso la scelta di retribuire le proprie fonti (sotto forma di "compenso per la segnalazione"), sostenendo che le foto e le informazioni ricevute vengono sempre attentamente verificate prima di essere rese pubbliche.[11]

Nel novembre 2009 sono stati resi noti per la prima volta i dati finanziari della società.[12] Telepictures (società gestrice della testata) ha dichiarato che i ricavi generati venivano divisi in parti uguali tra i partner. Nello specifico, Telepictures ha ricevuto 6,2 milioni di dollari nei primi nove mesi del 2009, rispetto ai 12,7 milioni del 2008, ai 9,6 milioni del 2007 e ai 3 milioni del 2006.[12] Nel 2008 i ricavi complessivi di TMZ avevano raggiunto i 25,4 milioni di dollari.

Il 29 maggio 2012 è deceduto per infarto il cofondatore Jim Paratore durante un viaggio in bicicletta in Francia. Paratore era un noto produttore televisivo, dirigente di Telepictures e tra i principali ideatori dello show televisivo legato al sito.[13]

Scoop principali

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Mel Gibson nella foto segnaletica pubblicata da TMZ

TMZ si è distinto nel tempo per la capacità di battere sul tempo i principali mezzi d'informazione tradizionali in merito a casi giudiziari e decessi di personaggi celebri:

  • **28 luglio 2006**: TMZ è stato il primo organo di stampa a riportare la notizia dell'arresto dell'attore Mel Gibson per guida in stato di ebbrezza, pubblicando in esclusiva quattro pagine del rapporto originale della polizia in formato PDF.[14]
  • **7 novembre 2006**: ha annunciato in anteprima la richiesta di divorzio presentata da Britney Spears nei confronti del marito Kevin Federline.[15]
  • **3 maggio 2007**: ha diffuso la notizia della condanna a 45 giorni di reclusione per Paris Hilton per aver guidato con patente sospesa.[16]
  • **22 febbraio 2009**: ha pubblicato una foto ritraente il volto tumefatto di Rihanna a seguito dell'aggressione subita da parte del compagno Chris Brown. La diffusione dell'immagine ha spinto il Los Angeles Police Department ad aprire un'indagine interna sull'origine della fuga di notizie.[17]
  • **25 giugno 2009**: ha annunciato in anteprima mondiale la morte di Michael Jackson, battendo le grandi reti televisive di quasi tre ore.[18] L'8 febbraio 2010 ha inoltre pubblicato in anteprima l'autopsia del cantante, confermando l'intossicazione acuta da propofol.[19]
  • **20 dicembre 2009**: ha riportato per primo il decesso dell'attrice Brittany Murphy.[20]
  • **25 aprile 2014**: ha diffuso le registrazioni audio private in cui Donald Sterling, allora proprietario dei Los Angeles Clippers, pronunciava frasi razziste; l'episodio ha portato quattro giorni dopo alla sua radiazione a vita dalla NBA.[21]
  • **12 maggio 2014**: ha pubblicato i filmati delle telecamere di sicurezza che mostravano l'aggressione fisica commessa da Solange Knowles ai danni di Jay-Z all'interno di un ascensore del Met Gala.[22]
  • **9 settembre 2014**: ha diffuso il video del giocatore di football Ray Rice mentre aggrediva la fidanzata in ascensore, portando alla sua sospensione a tempo indeterminato dalla NFL.[23]
  • **21 aprile 2016**: è stato il primo organo di stampa a confermare la morte del cantante Prince.[24]
  • **20 settembre 2016**: ha annunciato per primo il divorzio tra Brad Pitt e Angelina Jolie.[25]
  • **26 gennaio 2020**: ha riportato in anteprima la notizia della morte del cestista Kobe Bryant in un incidente d'elicottero a Calabasas.

Critiche e controversie

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Nel corso della sua attività, TMZ è stato oggetto di numerose polemiche riguardo ai metodi giornalistici utilizzati e all'impiego sistematico di paparazzi, con accuse relative alla violazione della privacy e all'incentivazione di comportamenti aggressivi da parte dei fotografi.[26]

Questioni etiche

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  • **Dettagli sui suicidi**: il sito è stato criticato per le descrizioni macabre e dettagliate fornite nei casi di suicidio di personaggi famosi. Nel 2017 la vedova di Chester Bennington (leader dei Linkin Park) ha espresso forte riprovazione verso la testata per i dettagli pubblicati sulla morte del marito.[27] Analoghe critiche sono giunte nel 2018 in occasione della copertura mediatica del decesso di Avicii.[28]
  • **L'omicidio di Andre Lowe**: il 16 gennaio 2013 la testata ha pubblicato il video dell'omicidio di un giovane avvenuto all'uscita di un locale di Hollywood. A seguito della forte protesta della famiglia della vittima e al boicottaggio da parte di oltre venti inserzionisti pubblicitari, il video è stato rimosso dal sito il 22 gennaio successivo.[29]

Casi di disinformazione

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  • **La falsa foto di John F. Kennedy**: nel dicembre 2009 TMZ ha pubblicato una fotografia definita "esclusiva" che ritraeva un uomo somigliante a John Fitzgerald Kennedy su una barca insieme ad alcune donne nude. Nonostante la testata sostenesse che la foto fosse autentica, è stato successivamente scoperto che l'immagine proveniva da un servizio fotografico della rivista Playboy del novembre 1967.[30]
  • **Il falso coma di Lil Wayne**: il 15 marzo 2013 TMZ ha riportato che il rapper Lil Wayne si trovava in coma farmacologico e in condizioni critiche a causa di una serie di attacchi epilettici. La notizia è stata smentita poco dopo dallo stesso artista e dai suoi collaboratori tramite i social network, confermando che le sue condizioni non erano gravi.[31]
  1. ↑ TMZ Staff, TMZ -- Pretty Mature for a 4-Year-Old, in TMZ.com, 8 novembre 2009. URL consultato il 25 novembre 2009.
  2. ↑ Newsweek Web Exclusive, Newsweek, What's a TMZ?, in NewsWeek.com, 1º agosto 2006. URL consultato il 25 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2009).
  3. ↑ Thane Burnett, Caught on camera, in TorontoSun.com, 12 maggio 2009. URL consultato il 26 novembre 2009.
  4. ↑ Harvey Levin Top 49 2008, su askmen.com. URL consultato il 27 giugno 2009.
  5. ↑ CNN, CNN's Reliable Sources 8/2/2009, in Youtube.com, 2 agosto 2009. URL consultato il 29 novembre 2009.
  6. ↑ A breakthrough victory for new accessdate=2009-07-01, su irishtimes.com. URL consultato il 4 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2012).
  7. ↑ Michael Jackson death news: Online activity heats up Twitter and Google, slows down some sites, in Chicago Tribune. URL consultato il 1º luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2009).
  8. ↑ Donna Freydkin, Handed a 'smoking gun', TMZ's Levin ran with it, in USAToday.com, 1º agosto 2006. URL consultato il 25 novembre 2009.
  9. 1 2 3 4 AOL Launches TMZ.com, su mediaweek.com. URL consultato il 26 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 19 febbraio 2006).
  10. 1 2 (EN) Michael Cieply, A Star Watcher Has Star Power, in The New York Times, 25 ottobre 2008. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  11. ↑ YouTube, su youtube.com. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  12. 1 2 With AOL Spinoff, TMZ To Move To Time Warner/Telepictures, As Expected; $25M 2008 Revenues | paidContent, su paidcontent.org. URL consultato il 26 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2009).
  13. ↑ (EN) Bill Carter, Jim Paratore, 58, Co-Creator of TMZ, Dies, in The New York Times, 1º giugno 2012. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  14. ↑ (EN) EXCLUSIVE: Mel Gibson Busted for DUI, su TMZ. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  15. ↑ (EN) TMZ -- Pretty Mature for a 4-Year-Old, su TMZ. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  16. ↑ (EN) Paris 45 Days in the Clink?, su TMZ. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  17. ↑ (EN) Gil Kaufman, 'Rihanna's Law,' Spurred By Photo Leak, Aims To Prevent Victim Exploitation, su MTV News. URL consultato il 26 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2009).
  18. ↑ (EN) Michael Jackson Dies, su TMZ. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  19. ↑ (EN) Michael Jackson Coroner Report - House of Drugs, su TMZ. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  20. ↑ (EN) Brittany Murphy Dies, su TMZ. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  21. ↑ Clippers owner Sterling banned for life by the NBA | NBA.com, su nba.com. URL consultato il 26 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2018).
  22. ↑ (EN) Jay Z PHYSICALLY ATTACKED by Beyonce's Sister Solange, su TMZ. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  23. ↑ (EN) Rice cut by Ravens, then banned indefinitely, su ESPN.com, 8 settembre 2014. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  24. ↑ (EN) - The Washington Post, su Washington Post. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  25. ↑ (EN) Angelina Jolie -- Files for Divorce from Brad Pitt ... Allegations of Substance Abuse, Anger, su TMZ. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  26. ↑ (EN) Entertainment News - Celebrity Gossip, Recent Movie News | Toronto Sun, su torontosun.com. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  27. ↑ Blabbermouth, CHESTER BENNINGTON's Widow Blasts Coroner, TMZ For 'Dramatizing' And 'Sensationalizing' Previous Suicide Attempt, su BLABBERMOUTH.NET, 6 dicembre 2017. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  28. ↑ (EN) Jennifer Michael Hecht, How the media covers celebrity suicides can have life-or-death consequences, su Vox, 5 maggio 2018. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  29. ↑ (EN) Josh Halliday, TMZ takes down footage of Andre Lowe shooting following complaints, in The Guardian, 25 gennaio 2013. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  30. ↑ (EN) TMZ Falls For JFK Photo Hoax, su The Smoking Gun, 13 luglio 2010. URL consultato il 26 ottobre 2019.
  31. ↑ TMZ Reports Lil Wayne Is on His Death Bed; Friends Say Wayne is 'Alive and Well' (UPDATE), su gawker.com. URL consultato il 26 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2014).

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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