Paleoarte

La paleoarte è il ramo delle scienze naturali che tenta di rappresentare artisticamente la vita preistorica secondo lo stato dell'arte della paleontologia.[1] Il termine è stato introdotto nel 1986 da Mark Hallett per definire il suo lavoro di illustratore basato su scoperte scientifiche.[2] Le rappresentazioni di paleoarte possono riguardare resti fossili o la raffigurazione di creature estinte nel loro ecosistema.[N 1]
Un approccio scientifico
[modifica | modifica wikitesto]Il lavoro di paleoarte non è frutto dell'immaginazione dell'artista o di mere ipotesi, bensì nasce dalla collaborazione diretta fra scienziati ed artisti,[3][4] o comunque da un attento esame dei reperti fossili e della letteratura scientifica da parte dell'artista. D'altro canto, non si deve pensare che la paleoarte sia necessariamente frutto del lavoro di paleoartisti di professione: sovente sono gli stessi studiosi a esporre mediante schemi e illustrazioni che si possono definire di paleoarte i risultati delle loro analisi. La ricostruzione di un animale estinto passa quindi per il vaglio dei paleontologi, dato che il risultato deve dare una forma visibile alle teorie scientifiche basate sui resti fossili, determinando la percezione del pubblico di animali scomparsi da tempo.[5] Lavori di paleoarte non sono necessariamente destinati al grande pubblico in un contesto puramente divulgativo, ma possono essere finalizzati a scopi di ricerca: ricostruzioni rigorose hanno anche permesso di chiarire quali fossero le proporzioni, la distribuzione degli organi e delle parti molli, la massa muscolare e l'aspetto esteriore di organismi fossili, migliorando la conoscenza sulle creature preistoriche.[6][7][8] Immagini di paleoarte possono anche avere lo scopo, nell'ambito della letteratura scientifica, di illustrare ad un pubblico di specialisti ipotesi e conclusioni basate su dati e analisi. I lavori di paleoarte non si limitano a disegni e illustrazioni ma possono essere anche oggetti tridimensionali, cioè prodotti di modellismo scientifico.[9]
Dati diretti e indiretti sui fossili
[modifica | modifica wikitesto]Una ricostruzione di paleoarte richiede quindi l'integrazione di una quantità notevole di dati sui taxa oggetto della ricostruzione, di anatomia e anatomia comparata, e di geologia. L'illustrazione corretta delle parti non conservate nei fossili deve basarsi, in un'opera di paleoarte, anche sulla conoscenza di analoghi viventi affinché le posture o l'andatura siano credibili e fisicamente possibili.[10][11][12] In ogni caso, un lavoro corretto dovrebbe comprendere una descrizione degli elementi inseriti nella ricostruzione stessa e la loro giustificazione dal punto di vista scientifico, distinguendo tra gli elementi più oggettivi e quelli con maggiore incertezza. Vi sono infatti diverse categorie di elementi che devono essere considerati nella ricostruzione di un organismo estinto:

Esempio di ricostruzione artistica di nautiloidi ortoconi estinti (Endoceras) esposti al Museo civico di storia naturale di Milano. L'aspetto esteriore del corpo (reso a contorno) è desunto dai caratteri dei nautiloidi attualmente viventi (Nautilus); la posizione di vita è ipotizzata in base a studi di idrostatica sui taxa viventi ed estinti. Gli Endoceras (ordine Endocerida) erano nautiloidi ortoconi (con conchiglia dritta, non avvolta su se stessa), che potevano assumere una posizione sub-orizzontale, più efficiente, nel nuoto grazie alla "zavorra" costituita da depositi calcarei all'interno della conchiglia.[13][14]
- prima di tutto, gli elementi documentati direttamente dal materiale fossile: questi sono soprattutto le "parti dure" (originariamente mineralizzate) degli organismi, come ossa, denti,