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Mahyawa

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Mahyawa
Bottiglia di Mahyawa
Origini
Luogo d'origineIran (bandiera) Iran
Dettagli
Categoriasalsa
Ingredienti principaliAcciughe, semi di finocchio, semi di cumino, semi di coriandolo, semi di senape, acqua, pane basso

La mahyawa o mehyawa (in persiano مهیاوه‎) è una salsa piccante tipica della cucina iraniana, ricavata dal pesce fermentato. Viene spesso venduta nelle panetterie e dai venditori ambulanti nelle zone meridionali dell'Iran, in particolare nell'Hormozgan, a Bushehr e nelle zone meridionali della provincia del Fars e in alcuni paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo,[1][2] in bottiglie trasparenti che mostrano la salsa di colore marrone in esse contenute.

Il nome mahyawa deriva da mahweh (مهوه), una paroa della lingua achomi composta da mah (ِمَه; o mahi ماهی, "pesce") e aweh (آوَه) o ow (آو) che significa "acqua".[3]

La mahyawa venne introdotta nell'area del Golfo Persico dai migranti achomi (conosciuti localmente anche come huwala e ajam, o più comunemente come "khodmooni").[3][4]

Gli achomi sostengono che sia stata inventata da Avicenna, mentre altri ritengono che venisse preparata da Bozorgmehr, il ministro di Anoushirvan. Gli stessi ritengono che il consumo di questa salsa, contenente tra l'altro la senape, prevenga determinate malattie della pelle come ad esempio la vitiligine.[5]

La mahyawa viene di solito servita su un sottile pane basso croccante chiamato saj (noto come regag) o tomshi. Viene impiegato anche il pane falazi.

  1. ↑ (AR) المشاوة أو المهياوة.. الإدام الخليجي الشعبي, su صحيفة الخليج. URL consultato il 27 novembre 2024.
  2. ↑ Kanwal Hameed, Halwa, Mahyawa and Multiple Registers of Life in the Gulf, su archive-stories.com, luglio 2023.
  3. 1 2 (AR) Mehran Kokherdi, تاريخ جنوب فارس لارستان و بستك [History of South Persia Larestan and Bastak], 1st.[collegamento interrotto]
  4. ↑ John W. Limbert, Iranian and Arab in the Gulf : endangered language, windtowers, and fish sauce, su durham-repository.worktribe.com, gennaio 2014, pp. 11, 15, 16 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2024).
  5. ↑ (FA) Mohammed Kokherdi, به یاد کوخرد [In remembrance of Kokherd], 1st, Dubai, 2003.

Voci correlate

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