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Montagne della Terra di Mezzo

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Questo è l'elenco delle montagne della Terra di Mezzo, che fanno parte dell'universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J. R. R. Tolkien. La lista contiene catene montuose, colli, vette e passi montani che si trovano nelle regioni di Aman e della Terra di Mezzo.

Il Caradhras, chiamato anche Cornorosso in ovestron e Barazinbar in khuzdul, è un picco delle Montagne Nebbiose. Insieme al Celebdil e al Fanuidhol, è la più settentrionale delle tre montagne che sovrastano il reame nanico di Moria. Le miniere di mithril, su cui la ricchezza di Moria è fondata, si estendono proprio sotto di esso. Al di sotto del limite delle nevi perenni, il Caradhras è descritto come avente versanti di un rosso scuro, come macchiati di sangue, che è forse l'origine del suo nome. La montagna domina il Passo Cornorosso, uno stretto sentiero di montagna che permette l'attraversamento delle Montagne Nebbiose.

Il Caradhras per secoli ebbe una cattiva reputazione, guadagnandosi l'appellativo di "il Crudele", per il suo accanirsi contro i viaggiatori. Nel Signore degli Anelli, la Compagnia dell'Anello tenta di attraversare il Caradhras nel suo viaggio alla volta di Mordor, ma fallisce a causa delle tempeste scatenate dalla montagna stessa. La Compagnia si rassegna quindi ad attraversare le miniere di Moria.

Il nome Caradhras è sindarin e significa "Cornorosso". È composto da caran "rosso" e ras "corno"[1].

Celebdil, chiamato anche Argentacuspide in ovestron e Zirak-zigil in khuzdul, è un picco delle Montagne Nebbiose. Insieme al Caradhras e al Fanuidhol, è una delle tre montagne che sovrastano il reame nanico di Moria. Sulla sua sommità si trova la torre di Durin, dove Gandalf combatte contro il Flagello di Durin ne Il Signore degli Anelli. In una lettera del 1968, Tolkien identifica la svizzera Silberhorn come gli apparve campeggiando vicino Mürren, nel 1911, come «l'Argentacuspide dei miei sogni»[2].

Gli Echoriath o Monti Cerchianti si trovano nel Beleriand settentrionale, vicino agli Ered Wethrin. Gli Echoriath formavano una naturale cerchia di montagne, chiudendo così la valle più tardi chiamata Tumladen, dove gli Elfi costruirono la città di Gondolin. Un sentiero nascosto attraverso gli Echoriath, la Via di Fuga, costituiva l'unica via d'accesso alla città, una strada protetta da sette cancelli. Agli Echoriath è intitolata la catena degli Echoriath Montes su Titano.

Gli Ephel Dúath (lett. "Cinta d'ombra") o Montagne dell'Ombra circondano le terre occidentali e meridionali di Mordor. Al Morannon si incontrano con gli Ered Lithui, in modo che le due catene isolino efficacemente Mordor, su tre lati, dall'invasione. Il passo di Cirith Ungol attraversa gli Ephel Dúath dalle scale di Cirith Ungol dietro Minas Morgul fino alla torre di Cirith Ungol. Anche la fortezza di Durthang era situata negli Ephel Dúath.

Ered Gorgoroth

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Gli Ered Gorgoroth (lett. "Monti di terrore") si estendevano nel nord della Terra di Mezzo, durante la Prima Era. Erano il confine a sud dell'altopiano di Dorthonion, e separavano il Dorthonion e le pianure settentrionali di Ard-galen dal Beleriand vero e proprio. Furono così chiamate dai sindar del Doriath dopo che il ragno gigante Ungoliant ne fece sua temporanea dimora, e vi producesse diversi ragni malvagi, i quali tesserono ragnatele così fitte che non lasciavano passare la luce, e tutto l'ambiente ne fu avvelenato. Il Gorgoroth non aveva sentieri conosciuti, e anche gli orchi di Morgoth evitavano la zona e ne stavano alla larga. In tutta la Prima Era si racconta che solo Beren figlio di Barahir abbia passato la catena montuosa, ma non parlò mai del suo terribile viaggio. Come il resto del Belierand, anche gli Ered Gorgoroth scomparvero sotto le acque del mare durante la Guerra d'Ira, mentre solo l'altopiano di Dorthonion sopravvisse come isola di Tol Fuin.

Gli Ered Lithui (lett. "Montagne di cenere") formano la barriera settentrionale del regno di Mordor e delimitano a sud i confini delle Paludi Morte e del Dagorlad. Al loro estremo si colloca il Morannon, che li collega agli Ephel Dúath. Su una cima interna degli Ered Lithui, protetta dalla catena montuosa, sorge la torre di Barad-dûr. Devono il loro nome al loro colore grigiastro e per il cielo cinerino che il viaggiatore, venendo da nord, scorge oltre le cime, dovuto alla grande attività del vicino Monte Fato.

Gli Ered Lómin costituiscono il limite occidentale dello Hithlum nel Beleriand. Verso sud si sviluppano quasi fino agli Ered Wethrin, da cui sono separati dal profondo fiordo di Drengist. Il sentiero nascosto Cirith Ninniach permetteva il passaggio delle montagne nei pressi del fiume Drengist. È attraverso questo passaggio che Fëanor e i noldor tornarono nella Terra di Mezzo.

Gli Ered Wethrin o Montagne dell'Ombra si trovano nel nord del Beleriand. Sono una catena montuosa con andamento est-ovest che divideva il Dor-lómin e il Mithrim a nord dal Beleriand a sud, e ad est curvava verso nord-ovest, formando il contorno dello Hithlum. Una serie di colline a sud-ovest formava il contorno sud del Nevrast. Vari fiumi nascevano negli Ered Wethrin, tra i quali il Narog, il Teiglin e il Sirion. Il punto più orientale degli Ered Wethrin arrivava quasi agli Echoriath, formando una stretta valle attraverso la quale scorreva il corso superiore del Sirion. Gli Ered Wethrin scomparvero sotto le acque del mare alla fine della Prima Era.

L'Irensaga è una delle vette principali dei Monti Bianchi, situata nel regno di Rohan. Si tratta di un monte dalla cresta a più punte, la cui forma ricorda una sega; il nome infatti deriva dall'anglosassone e indica una sega (saga) di ferro (iren)[3][4][5]. All'Irensaga è dedicata la catena degli Irensaga Montes su Titano[6].

Il Kalormë è una cima della catena montuosa Mura del Sole, nel continente orientale di Arda[7]. Non si sa altro di questa catena montuosa, se non che sono speculari ai monti Pelóri situati a ovest e che il Kalormë costituisce la seconda vetta più alta di Arda dopo il Taniquetil[8].

Il Meneltarma (lett. "Pilastro del cielo") è un monte sacro che si ergeva al centro dell'isola di Númenor. In adûnaico era chiamato Minûltarîk. Era alto 14 000 piedi (oltre 4 250 metri) e in due occasioni dalla sua sommità erano usciti fumo e fuoco, cosa che faceva sospettare che la montagna fosse in origine un vulcano[9][10]. Le pendici del Meneltarma digradavano dolcemente, formando cinque catene collinose che corrispondevano alle cinque penisole di Númenor; paragonabili alle radici del monte erano chiamate Tarmasundar, le radici del pilastro[9]. Ai piedi del monte, tra il Tarmasundar sud-occidentale e quello sud-orientale vi era la valle di Noirinan, dove erano scavati nella roccia i sepolcri dei re di Númenor[11][12].

Aveva una sommità vasta, piatta e incavata consacrata a Eru Ilúvatar, che ospitava una grande folla durante la cerimonie religiose che avvenivano sempre all'aria aperta non essendoci alcun edificio o tempio, a esclusione di una lunga strada spiraliforme che iniziava dalla Tarmasundar sud-occidentale e che poi terminava a nord sotto il margine della sommità. Il silenzio assoluto era d'obbligo per chiunque salisse il monte, che poteva farlo senza strumenti e armi, e solo il re aveva il diritto di parlare, per indirizzare preghiere e ringraziamenti a Eru Ilúvatar durante le tre feste sacre di Númenor: l'Erukyermë nei primi giorni di primavera, l'Erulaitalë a mezza estate e l'Eruhantalë a fine autunno. Durante queste occasioni il re, vestito di bianco e ricco di ornamenti, risaliva la montagna seguito da una numerosa folla silenziosa[11][12].

Nell'anno 3319 della Seconda Era, Númenor venne distrutta e sprofondò nell'oceano. L'ultima regina, Tar-Míriel, cercò di salvarsi salendo sul Meneltarma, ma le acque la raggiunsero prima che potesse arrivare alla cima[13]. Molti dei numenoreani sopravvissuti ritengono che la cima di Meneltarma non sia però sprofondata nelle acque, in quanto luogo sacro, e sia quindi rimasta al di sopra del livello del mare. Tale cima viene spesso cercata dai marinai nel mezzo dell'oceano, poiché si dice che essa sia l'unico luogo al mondo da cui è ancora possibile scorgere le Terre Immortali, che, dopo la caduta di Númenor, furono rese invisibili e irraggiungibili agli uomini[14].

Il Mindolluin (lett. "Testa azzurra torreggiante") è un monte sito all'estremità orientale dei Monti Bianchi. Sulle pendici orientali del Mindolluin sorge la città di Minas Tirith. Ne Il Signore degli Anelli, al termine della guerra contro Sauron, Gandalf conduce Aragorn in cima al Mindolluin, per fargli ammirare il reame di Gondor nella sua interezza. Proprio sulla vetta i due scorgono un alberello della stirpe di Nimloth, che viene portato a Minas Tirith e piantato, al posto di quello appassito, al centro del Cortile della Fontana. Al Mindolluin sono intitolati i Mindolluin Montes su Titano[15].

Montagna Solitaria

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La Montagna Solitaria nel film Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato

La Montagna Solitaria (in sindarin Erebor) è una grande montagna isolata nel nord-est della Terra di Mezzo, a est di Bosco Atro, sud delle Monti Grigi e a ovest dei Colli Ferrosi, nei pressi della città di Dale[16]. Da qui nasce il fiume Flutti. Nell'anno 1999 della Terza Era il re dei nani Thráin I, fuggito da Moria dopo l'avvento del Balrog, vi fondò il Regno sotto la Montagna, che fu però abbandonato da Thorin I che si trasferì sui Monti Grigi. Dopo che i draghi cacciarono i nani dai Monti Grigi, Thror tornò alla Montagna Solitaria e qui fondò un prospero regno destinato a durare sino all'avvento del drago Smaug, che cacciò i nani dalle loro dimore[16].

Ne Lo Hobbit Thorin Scudodiquercia guida una spedizione per riconquistare la montagna e il tesoro perduto dei nani. Dopo l'uccisione del drago, da parte di Bard[17], i nani non possono ancora rientrare in possesso delle loro dimore perché sorgono dissapori sul tesoro tra uomini, elfi e nani; dissapori che vengono risolti quando le tre razze devono combattere insieme nella battaglia dei cinque eserciti, che li vede contrapposti a orchi e lupi. Dopo la battaglia Erebor torna a essere la dimora dei nani e anche la tomba di Thorin che nella battaglia perde la vita. Durante la guerra dell'Anello, Erebor diviene il luogo in cui si fortificano i nani e gli uomini di Dale, assediati dalle forze di Mordor[16]. Alla Montagna Solitaria è dedicato l'Erebor Mons su Titano[18].

Montagne di Angmar

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Le Montagne di Angmar sono una catena montuosa che si estende a nord-ovest delle Montagne Nebbiose, alle quali sono collegate tramite il Monte Gundabad. Separano le distese ghiacciate del Forodwaith dalla regione dell'Eriador. Sulla punta più nord-occidentale della catena sorgeva la fortezza di Carn Dûm, da cui il Re stregone controllava il regno di Angmar. Grande roccaforte orchesca era il Monte Gram, che si ergeva nella parte meridionale della catena.

Montagne Nebbiose

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Le Montagne Nebbiose (in sindarin Hithaeglir, nella nuova traduzione italiana Monti Brumosi) sono la più grande catena montuosa della Terra di Mezzo nord-occidentale. Si estendono in direzione nord sud per una lunghezza superiore alle mille miglia, e separano l'Eriador dalle Terre Selvagge. All'estremità settentrionale, in corrispondenza del Monte Gundabad, la catena si scinde nelle Montagne di Angmar e nei Monti Grigi. A sud di Gran Burrone, nei pressi dei monti di Moria, essa descrive una leggera curva verso sud-ovest, per poi curvare nuovamente verso sud-est fino a Methedras, l'ultimo picco, nelle cui braccia si trova Isengard. La Breccia di Rohan separa le Montagne Nebbiose dai Monti Bianchi più a sud. Altre cime importanti delle Montagne Nebbiose sono il Caradhras, il Celebdil e il Fanuidhol[19]. Le Montagne Nebbiose costituiscono un ostacolo notevole nelle comunicazioni tra l'est e l'ovest della Terra di Mezzo, così nel corso dei secoli sono stati creati diversi passi per attraversarle; i più importanti sono l'Alto Passo e il Passo Cornorosso. Dalla catena montuosa sgorgano diversi fiumi: scorrono verso ovest il Mitheithel, il Bruinen, il Glanduin e Isen; verso est il Langwell, il Rhimdath, l'Iridato, il Celebrant, il Nimrodel e l'Entalluvio. Alcune Aquile della Terra di Mezzo nidificano su queste montagne.

La catena montuosa è stata presumibilmente ispirata dalle alpi svizzere, che Tolkien visitò nell'estate del 1911. Costituiscono un elemento di importanza centrale nelle opere della Terra di Mezzo[19]. Le Montagne Nebbiose furono create da Morgoth per ostacolare Oromë, che spesso cavalcava cacciando per la Terra di Mezzo. In quei tempi erano molto più alte. Durin e il suo popolo vi fondarono poi il regno nanesco di Moria, ma il risveglio del Balrog Flagello di Durin nella Terza Era ne causa l'abbandono. Il posto dei nani viene allora preso da orchi e goblin. Entrato in possesso dell'Unico Anello, Gollum si insedia nelle Montagne Nebbiose per più di cinque secoli, vivendo su un'isola di un piccolo stagno sotterraneo. Ne Lo Hobbit la compagnia di Thorin Scudodiquercia attraversa la catena nel suo viaggio verso la Montagna Solitaria, e qui Bilbo Baggins entra in possesso dell'anello. Ne Il Signore degli Anelli la Compagnia dell'Anello prova a valicare il Passo Cornorosso, ma è costretta da una tempesta di neve a passare sotto la montagna, attraverso Moria, anziché scalarla, una decisione che ha come conseguenza la morte di Gandalf nello scontro con il Balrog[19].

Lo stesso argomento in dettaglio: Monte Fato.

Il Monte Fato (in sindarin Amon Amarth o Orodruin, lett "Montagna di fuoco") è un vulcano che si trova a Mordor, nei pressi di Barad-dûr. Nel Monte Fato Sauron forgiò l'Unico Anello e le sue fiamme sono anche l'unico modo per distruggerlo, pertanto il vulcano è la destinazione finale della Compagnia dell'Anello nel Signore degli Anelli. Sulla sua cima, alla fine della Seconda Era, Isildur si era rifiutato di gettare l'Unico Anello, mentre Frodo, con l'involontario aiuto di Gollum, riesce nell'intento, causando così la sconfitta di Sauron alla fine della Terza Era.

Al Monte Fato è dedicata la formazione montuosa di Doom Mons su Titano[20].

Monte Gundabad

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Il Monte Gundabad[21] è la vetta all'estremo nord delle Montagne Nebbiose, che segna anche l'inizio delle Montagne di Angmar. È considerato un monte sacro per i nani in quanto qui venne al mondo il più anziano dei loro sette padri, Durin, e vi costruì una delle prime roccaforti nanesche. Durante la Seconda Era fu conquistato da legioni di orchi di Sauron, facendone la loro più importante roccaforte sulle Montagne Nebbiose. Con la fondazione del regno di Angmar, gran parte degli orchi della montagna si trasferirono a Carn Dûm. Fu solo con l'inizio della guerra tra Nani e Orchi che venne riconquistata dai nani, venendo tuttavia abbandonata subito dopo la conquista. Qui parte l'esercito di orchi che prende parte alla battaglia dei Cinque Eserciti raccontata ne Lo Hobbit. La montagna verrà definitivamente riconquistata dai nani nella Quarta Era.

Monte Invasato

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Il Monte Invasato o Dwimorberg è una cima dei Monti Bianchi, situato al termine della valle di Clivovalle. Ai piedi del monte si stende un bosco di pini e abeti, conosciuto come Dimholt, e si trova la Porta Nera di accesso ai Sentieri dei Morti, un passo infestato dagli spiriti di alcuni uomini che tradirono Isildur e vennero da questi maledetti. Ne Il Signore degli Anelli Aragorn e la sua compagnia passa nei pressi del Monte Invasato per attraversare i Sentieri dei Morti e giungere così a Gondor.

Il Monte Rerir era una cima dei Monti Azzurri nella Prima Era[22]. Il monte era situato in una zona assai elevata della catena montuosa, nei pressi del Lago Helevorn, dove probabilmente in tempi passati c'erano stati ghiacciai. Dalle sue pendici nasceva il fiume Gelion[23]