France BalantiÄ

France BalantiÄ (Kamnik, 29 novembre 1921 â Grahovo, 24 novembre 1943) è stato un poeta sloveno. Le sue opere furono bandite dalle scuole e dalle biblioteche durante il regime di Tito in Jugoslavia, ma dalla fine degli Anni Ottanta del Novecento fu riconosciuto come uno dei piĂš importanti poeti della letteratura slovena.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]BalantiÄ nacque in una famiglia operaia a Kamnik in Alta Carniola, quando la regione apparteneva al Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. Prima della scuola dellâobbligo frequentò un istituto privato gestito da suore dove imparò a leggere e scrivere prima del sesto anno di etĂ . Durante la scuola elementare coltivò la sua passione da collezionista di farfalle e francobolli, dedicandosi anche ad una corrispondenza occasionale con Paesi lontani, perfino con lâisola di Giamaica. Al termine delle scuole elementari (1933), considerate le modeste condizioni della famiglia il padre si oppose al proseguimento degli studi. La madre invece si adoperò perchĂŠ il figlio si iscrivesse alle superiori e gli consigliò di concorrere per una borsa di studio. Il ragazzo riuscĂŹ come il migliore dei candidati e fu ammesso alla frequenza del ginnasio di Lubiana.
Nonostante le molte amicizie France era timido, schivo e riservato. Nel tempo libero saliva volentieri con gli amici sulle cime nei dintorni di Kamnik, ma talvolta preferiva le scalate in solitudine. I coetanei lo consideravano una persona tranquilla e distaccata, sia per la sua estrazione sociale sia per lâeducazione ricevuta.
Nel 1941 si ammalò gravemente e per lâoccasione il suo migliore amico, France KremĹžar, gli fece visita a Kamnik per portargli medicine e libri. Intanto gli avvenimenti politici precipitavano anche in Jugoslavia a causa della guerra dilagante in Europa. Il colpo militare del generale Ante SimoviÄ a Belgrado causò manifestazioni studentesche anche in Slovenia. Il padre del poeta era stato richiamato sotto le armi, ma ben presto se ne tornò a casa (15 aprile) da Lubiana. Il 6 aprile 1941 era scattata lâoperazione concentrica delle forze dellâAsse per la totale occupazione del Regno di Jugoslavia. A Kamnik si insediò lâoccupante tedesco e contemporaneamente France si trasferĂŹ a Lubiana per continuare la scuola e recuperare il ritardo accumulato negli studi. Comunque il proseguimento della guerra ostacolava lâorganizzazione degli esami di maturitĂ e i corsi universitari. Nonostante la criticitĂ della situazione il giovane riuscĂŹ a superare la maturitĂ e ad iscriversi alla facoltĂ di lettere (1941). Qui la maggioranza dei corsisti simpatizzava per il Fronte di Liberazione del Popolo Sloveno (Osvobodilna Fronta) e vi aderĂŹ anche BalantiÄ, come âcristiano-socialeâ. Verso la fine dellâanno avvenne una riorganizzazione degli aderenti allâinterno dellâUniversitĂ , cui seguirono le prime partenze verso le formazioni partigiane combattenti. Per reprimere la cospirazione e la resistenza gli occupanti rispondevano con retate, particolarmente temute dal giovane consapevole della propria salute cagionevole.
In un primo momento BalantiÄ come studente manifestò tendenze di sinistra con simpatie verso il partito cristiano-sociale e il sindacato in generale. Ma come cattolico praticante fu sempre diffidente verso la concezione materialistica della realtĂ presente nelle ideologie di sinistra, soprattutto nel comunismo con la sua volontĂ egemonizzatrice del Fronte di Liberazione. Tuttavia verso la fine del 1941 egli si ritirò dallâattivismo politico, convinto che lâunica salvezza dellâumanitĂ si fondasse sul Vangelo.
In giugno e luglio del 1942 gli Italiani effettuarono numerose retate e spedirono nei campi di concentramento anche studenti delle superiori. Il 27 giugno 1942 le autoritĂ fasciste di occupazione lo internarono nel campo di Gonars con un gruppo di altri studenti, tra cui Zorko SimÄiÄ e Marijan TrĹĄar. I âSonetti da Gonarsâ sono una testimonianza delle condizioni nel campo e del tragico destino degli Sloveni sotto lâoccupazione straniera. Ma nel mese di novembre dello stesso anno fu rilasciato grazie allâintervento del vescovo Gregorij RoĹžman. Ritornato a Lubiana trascorse qualche mese nella piĂš completa solitudine, dedicandosi soprattutto alle proprie composizioni. Condizioni psicologiche personali e fattori esterni lo costrinsero nel frattempo allâinterruzione degli studi universitari.
Nel marzo 1943, su consiglio dellâamico Marijan TrĹĄar, si arruolò nella Milizia Volontaria Anti Comunista (VaĹĄka StraĹža) organizzata dagli Italiani e fu assegnato alla postazione di Grahovo, con lâincarico di sorvegliare la strada fra Crknica e Stari Trg. Dopo lâarmistizio italiano dellâ8 settembre 1943 la guarnigione di Grahovo, con altre di quella zona, si ritirò a Pudob (nelle vicinanze di Stari Trg). Qui furono accerchiati da ingenti forze partigiane, tuttavia BalantiÄ e KremĹžar riuscirono fortunosamente a salvarsi e attraverso Rakek raggiunsero Lubiana. Egli decise allora di entrare nei Domobranci, una milizia anticomunista sponsorizzata da vari gruppi conservatori e antirivoluzionari sloveni, collaboranti con lâoccupante germanico nella repressione dei partigiani. CosĂŹ nel novembre del 1943, sempre con lâamico KremĹžar, ritornò a prestare servizio come ufficiale nella guarnigione di Grahovo. Ma il 23 novembre 1943 i battaglioni della Brigata TomĹĄiÄ accerchiarono la postazione e il giorno seguente la annientarono a cannonate. Tra le fiamme di casa Krajec, dove si erano rifugiati i Domobranc, fra le 32 vittime morĂŹ anche il poeta. Due giorni dopo i suoi resti irriconoscibili furono sepolti in una fossa comune nel cimitero di Grahovo. Nel 2015 la biblioteca di Kamnik fu intitolata alla sua memoria.
Opera
[modifica | modifica wikitesto]Lâincontro-rivelazione fra BalantiÄ e la poesia avvenne durante gli anni del liceo, precisamente nel 1939. Nel 1940 si avvicinò al âClub Culturaleâ di Kamnik, operante allâinterno dellâassociazione âBistricaâ. Qui frequentò le serate letterarie, lesse i suoi primi esperimenti poetici e si associò al gruppo, pubblicando tre poesie: âVeliki grehâ (Il grande peccato), âZamanjâ (Invano) e âSen o vrnitviâ (Il sonno del ritorno). Questa prima fase della sua creatività è caratterizzata da un soggettivismo lirico che si innesta su una tematica amorosa e cristiana, evidente soprattutto nel componimento âV vroÄiniâ (Nella febbre). La sua predilezione per la forma chiusa e tradizionale del sonetto è inoltre evidente nel ciclo âKrik iz temeâ (Il grido dal buio).
Nel 1940 BalantiÄ riprende questa forma classica nel ciclo di sei sonetti dal super-titolo âNa blaznih potehâ (Sui sentieri folli), che per quanto riguarda il contenuto furono interpretati come un assalto sociale. In realtĂ ogni sonetto è una composizione autonoma ed ha un proprio titolo: âZaznamovalciâ (I segnalatori), âPesem starega beraÄaâ (Il canto del vecchio mendico), âObupâ (Disperazione), âVpraĹĄanje iz podzemljaâ (Quesito dal sottosuolo), âTeptana kriâ (Il sangue calpestato) e âUpanjeâ (La speranza). Sicuramente il messaggio emerge dalla considerazione penosa della propria appartenenza ad unâumile famiglia operaia. Ma BalantiÄ dedicò alcune poesie anche al suo amore giovanile, Marjetica, una vivace studentessa dellâaccademia commerciale. Nei loro versi si intrecciano eroticamente slanci lirici e schegge riflessive, come testimoniano âZa tebojâ (Dietro di te), âPridi deklicaâ (Vieni ragazza), âMarjeticaâ, âNajin Äas je minilâ (Il nostro tempo è svanito). Prima dellâesperienza sentimentale con Marjetica il poeta era stato però coinvolto in una relazione con una donna sposata, che trovò espressione lirica in poesie come âÄrni gosliâ (Il violino nero), âAgonija ljubezniâ (Agonia dâamore), âZublji nad prepadomâ (Fiamme sul precipizio) e âDnoâ (Il fondo). Durante un periodo di vacanza sulla Velika Planina nel 1940 coi suoi amici France KremĹžar e Marijan TrĹĄar progettò un âAlmanahâ, mai pubblicato a causa dellâinvasione e dellâoccupazione della Jugoslavia (1941).
Certamente il periodo piĂš fecondo della creativitĂ balantiÄiana fu il 1941. A questâanno infatti appartengono alcune fra le piĂš importanti liriche del poeta, tra cui ricordiamo âNe najdem domovâ (Non trovo dimore), âZasuta ustaâ (La bocca sepolta), âPot brez koncaâ (Via senza fine), âMoje deloâ (La mia opera) e âÄrni gosliâ (Il violino nero). Al 1941 va ascritto un avvenimento chiave per la conoscenza della poesia di BalantiÄ. PerchĂŠ il critico letterario Tine Debeljak consentĂŹ alla pubblicazione sul mensile cattolico âDom in Svetâ di alcune opere dellâautore: questo significava per il giovane poeta un riconoscimento a livello nazionale. Nel marzo del 1942 uscirono sullâimportante rivista lubianese tre componimenti: âNe najdem domovâ (Non trovo dimore), âDobrotni pramenâ (Striscia di bontĂ ) e i 14 sonetti del serto âBogat sem kakor tihi piĹĄÄaliâ (Sono ricco come la silenziosa voce del flauto). Nellâestate del 1941 BalantiÄ progettò una raccolta di 24 composizioni suddivise in tre cicli: âĹ˝arkiâ (I raggi) di 10 poesie, âDaj me k ustomâ (Dammelo dalla bocca) di 10 poesie e âĹ˝alostni rogâ (Corno dâangoscia) di quattro poesie. In realtĂ lâopera non fu mai stampata, perchĂŠ la âJugoslovanska zaloĹžbaâ ne proibĂŹ la pubblicazione nel 1943.
Il primo volume delle sue poesie uscĂŹ postumo nel maggio del 1944 col titolo âV ognju groze prapolamâ (Garrisco nel fuoco dellâorrore). Nellâintroduzione Tine Debeljak ne sottolineò lâoriginalitĂ e lâeccezionalitĂ , ma nello stesso tempo collegò la biografia dellâautore con la lotta dei Domobranci anticomunisti. Questo legame biografico-ideologico rimase sempre vivo, soprattutto nel dopoguerra quando lâemigrazione politica divulgò la poesia di BalantiÄ come lâopera di un poeta âproprioâ. Nel 1944 uscĂŹ anche unâedizione particolare per bibliofili del âSonetni venecâ con le illustrazioni di Marijan TrĹĄar. Dopo la seconda guerra mondiale nella Jugoslavia comunista si proibĂŹ di parlare in pubblico di BalantiÄ e della sua opera. Della sua produzione artistica si occuparono solo seminari accademici e qualche specialista della materia. Le sue opere furono tolte dalle pubbliche biblioteche e quando il grande storico della letteratura Anton Slodnjak menzionò il poeta nella sua âRassegna della letteratura slovenaâ negli Anni Cinquanta fu licenziato dalla cattedra dâinsegnamento allâUniversitĂ di Lubiana. Nel 1966 unâantologia della lirica balantiÄiana curata da Mitja Mejak fu stampata col titolo âMuĹževna steblikaâ (Lo stelo succoso), ma dopo un intervento del partito comunista fu ritirata dal mercato e buttata al macero.
Nel 1970 nellâantologia poetica âĹ˝ivi Orfejâ (curata da J. Kastelic, D. Ĺ ega e C. Vipotnik) comparvero quattro componimenti balantiÄiani: âDnoâ (Il profondo), âV zimskem vetruâ (Nel vento invernale), âZasuta ustaâ (La bocca sepolta) e un sonetto. La sua opera però si diffuse fra la diaspora slovena, soprattutto in Argentina, dove storici della letteratura come Tine Debeljak e France PapeĹž ne divulgarono le composizioni. Il poeta diventò cosĂŹ il simbolo della Slovenia perseguitata dalla tirannide e dellâopposizione spirituale alla dittatura di Tito. Nella Slovenia metropolitana lâopera di BalantiÄ ricomparve ufficialmente solo nel 1984, con la ristampa dellâantologia curata da Mejak. Solamente nel 1991 la âDrĹžavna ZaloĹžba Slovenijeâ stampò una piĂš estesa ed approfondita pubblicazione dal titolo âZbrane pesmiâ, curata dal critico France Pibernik. Dal 2008 la sua produzione lirica è presente nellâimportante collana âZbrano delo slovenskih pesnikov in pisateljevâ (Opera omnia dei poeti e dei narratori sloveni) pubblicata dall'Accademia slovena delle scienze e delle arti (SAZU).
Sul piano formale BalantiÄ coltivò gli schemi della metrica tradizionale, sotto lâinfluenza dellâopera romantica di France PreĹĄeren. La sua poesia consiste in un unicum personalissimo in cui visioni escatologiche permeate di un messianico sentimento della tragica dissoluzione della civiltĂ si intrecciano col presentimento della morte e con una prepotente passione erotica. Pur ispirate al misticismo cattolico tradizionale molte sue composizioni sono la ricerca di una personale visione della DivinitĂ . Egli seppe coniugare lirismo ed intimismo, misticismo ed erotismo, sulla scia del decadentismo di Murn, dellâespressionismo di Kosovel e soprattutto del simbolismo religioso di Alojz Gradnik. Tuttavia nella produzione balantiÄiana sono reperibili anche influssi della letteratura cèca, slovacca, cinese e francese (con Baudelaire e Rimbaud in prima fila). Ma egli si muove anche sulle tracce di molti altri grandi della letteratura slovena da Oton Ĺ˝upanÄiÄ a Tone Vodnik, da Mile KlopÄiÄ a BoĹžo VoduĹĄek, da France Vodnik a JoĹže UdoviÄ. Fondendo tradizione e novitĂ , autobiografismo ed emblematismo BalantiÄ ha saputo allineare la propria lirica ai piĂš alti vertici della poesia europea.
Raccolte
[modifica | modifica wikitesto]- V ognju groze plapolam (cur.T. Debeljak), Ljubljana, 1944
- Venec (cur. T. Debeljak, illustrazioni di Marjan TrĹĄar) (Ed. per bibliofili), Zimska pomoÄ, Ljubljana, 1944
- France BalantiÄ (cur. T. Debeljak), Buenos Aires, 1956
- MuĹževna steblika (cur. M. Mejak), Ljubljana, 1966. (Edizione finita al macero)
- Pesmi, Miniaturka (cur. B. Rozman), Klagenfurt, 1967
- Zbrano delo (cur. F. PapeĹž), Buenos Aires, 1976
- Zbrane pesmi (cur. F. Pibernik), Ljubljana, 1991
- Pot brez konca. Path without end. Weg ohne Ende (Antologia), Klagenfurt, 2005
- Zbrano delo (cur. F. Pibernik), Maribor, 2008
- Zbrano delo (cur. F. Pibernik), Ljubljana, 2013
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- ARS, France BalantiÄ, AS 832, 1166
- Tine Debeljak, AS 850, 1204
- Seznam knjig in revij, izloÄenih iz knjiĹžnic in knjigarn: France BalantiÄ, V ognju groze plapolam Ministrstvo za prosveto 27. 7. 1945, AS 231, ĹĄ. 37, 3159/2â45
- âOsebnostiâ, Ljubljana, 2008
- âSlovenikaâ, Ljubljana, 2011
- S. Ĺ krabar, âMed tanki in zasedamiâ, 1943 (ciklostilna izdaja)
- T. Debeljak, âUmrl je pesnik France BalantiÄÂ : Grahovski junaki in njih tragedijaâ, Slovenec, 28. 11. 1943
- (An.), âPotek straĹĄne Ĺžaloigre v Grahovemâ, Karawanken Bote (Krainburg), 8. 12. 1943
- F. Vodnik, âFrance BalantiÄ: Venecâ, Dom in svet, 1944, Zbornik II, 136â137
- J. Moder, âFrance BalantiÄ, V ognju groze plapolamâ, Dom in svet, 1944, zbornik II, pp. 132â136
- K. Mauser, âFrance BalantiÄ, V ognju groze plapolamâ, KnjiĹžni razglednik ZaloĹžbe Ljudske Knjigarne, ottobre 1944
- M. TrĹĄar â S. TomaĹžiÄ, âDva spomina na pesnika Franceta BalantiÄa : zapiskiâ, Dom in svet, 1944, zbornik I, pp.150â157
- M. Ĺ arabon, âFrance BalantiÄ, V ognju groze plapolamâ, Slovenec, 25. 5. 1944
- T. Debeljak, âBalantiÄev Venec sonetnih vencevâ, Dom in svet, 1944, zbornik I, pp.7â15
- T. Debeljak, âDomobranec France BalantiÄ â pesnikâ, Slovenec, 20. 1. 1944
- F. BalantiÄ, âV ognju groze plapolamâ (cur. T. Debeljak), Ljubljana, 1944
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- R. JurÄec, ÂŤÂ Ob BalantiÄu , Meddobje (Buenos Aires), 1956/57, n. 1/2, pp. 46â49
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- A. Slodnjak, âGeschichte der slowenischen Literaturâ, Berlin, 1958, pp. 345â346
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- M. KremĹžar, âFrance BalantiÄ â kakor se ga spomnimâ, Vestnik (San Martin, Argentina), 10/12, 1963, n. 14, pag.219
- T. Debeljak, âNekajkrat z BalantiÄemâ, Zbornik Svobodne Slovenije (Buenos Aires), 15, 1963, n. 1, pp.190â194
- F. Kalan, âProblemi sodobne slovenske lirikeâ, Sodobnost, 1965, pag. 539
- M. Mejak, âLirika Franceta BalantiÄaâ in F. BalantiÄ, âMuĹževna steblikaâ, Ljubljana, 1966, pp. 123â138
- A. Slodnjak, âSlovensko slovstvoâ, 1968, pp. 461â463
- F. Zadravec, âZgodovina slovenskega slovstvaâ, vol. VII, Ljubljana, 1971, pp. 190â191
- S. SemiÄ-Daki, âNajboljĹĄi so padliâ, 2. del, Ljubljana, 1971, pag. 69
- V. Smolej, âZgodovina slovenskega slovstva. Slovstvo v letih vojne 1941â1945â, Ljubljana, 1971, pp. 348â355
- F. PapeĹž, âPesniĹĄki jezik Franceta BalantiÄaâ, Meddobje (Buenos Aires), 1973, 4, pp. 259â270
- F. PapeĹž, âIntroduzioneâ a â France BalantiÄ, Zbrano deloâ, Buenos Aires, 1976, pp. 7â17
- L. Detela, âEin verschollener Dichterâ, Die Tat, ZĂźrich, 280, pag. 35
- F. BalantiÄ, âMuĹževna steblikaâ (cur. M. Mejak e F. Bohanec), Ljubljana, 1984
- M. GuÄek, âĹ ercerjeva brigada. 1. del. Strmi laziâ, Ljubljana, 1984, pag. 444
- AA. VV., âEnciklopedija Slovenijeâ, vol. I, Ljubljana, 1987
- F. Pibernik, âTemni zaliv Franceta BalantiÄaâ, Ljubljana, 1989
- F. Pibernik, âFrance BalantiÄâ, Maribor, 2008
- âBalantiÄev in HribovniĹĄkov zbornikâ, Celje, 1994
- âIn vendar si za pevca me involi. France BalantiÄ : 1921â1943. Dokumentarna monografija : ob 70. obletnici smrtiâ (cur. F. Pibernik), Ljubljana, 2013
- F. Pibernik, âBalantiÄ, France (1921â1943)â, Slovenska biografija. Znanstvenoraziskovalni center SAZU, 2013
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- France BalantiÄ â avtorjeva dela v zbirki
- France BalantiÄ. KamniĹĄko-komendski biografski leksikon, MatiÄna knjiĹžnica Kamnik, 2013
- Geopedia.si: Rojstni kraj Franceta BalantiÄa, su geopedia.si.
- Geopedia.si: Spomenik in grob Franceta BalantiÄa, su geopedia.si.
- Bernard NeĹžman v Mladini 14. 3. 2004: France BalantiÄ, V ognju groze plapolam, su mladina.si.
- Damijana Medved, Oddaja Graditelji iz leta 2008 o Francetu BalantiÄu na radiu OgnjiĹĄÄe, su radio.ognjisce.si.
- Slovenski narodni varnostni zbor o Francetu BalantiÄu, su rtvslo.si.
Utrinki s kluturnega veÄera v domu kulture Kmanik, posveÄen 65. obletnici BalantiÄeve smrti, su YouTube, Google LLC.
Literarno-zgodovinski veÄer o Francetu BalantiÄu v MKK, su YouTube, Google LLC.
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