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English National Opera

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English National Opera
Il London Coliseum
sede dell'English National Opera
Informazioni generali
Nome localeENO
Predecessore
Fondazionetardo XIX secolo
Fondatori
NazioneRegno Unito (bandiera) Regno Unito
CittàLondra
Sede/IndirizzoSt. Martin's Lane
Sito ufficiale

English National Opera (ENO) è una compagnia operistica con sede a Londra, nel London Coliseum in St. Martin's Lane. È una delle due principali compagnie operistiche di Londra, assieme alla Royal Opera House di Covent Garden. Le produzioni della ENO sono cantate in inglese.

Le origini della compagnia risalgono alla fine del XIX secolo, quando la filantropa Emma Cons, più tardi assistita da sua nipote Lilian Baylis, produsse rappresentazioni teatrali ed operistiche al teatro Old Vic, in una zona difficile di Londra, a beneficio della popolazione locale. Da quegli inizi, la Baylis creò sia una compagnia teatrale sia una operistica e più tardi aggiunse una compagnia di balletto; queste evolsero rispettivamente nella ENO, nel Royal National Theatre e nel Royal Ballet.

La Baylis acquistò e ricostruì il teatro Sadler's Wells nel nord di Londra, un ambiente più grande e più adatto all'opera rispetto all'Old Vic. Nella nuova sede la Compagnia d'opera divenne stabile nel corso degli anni 1930. Durante la seconda guerra mondiale il teatro fu chiuso e la compagnia si esibì in diverse città britanniche. Dopo la guerra, la compagnia tornò alla sua sede, continuando ad ampliarsi. Negli anni 1960 divenne necessario un teatro più grande. Nel 1968 la compagnia si trasferì al London Coliseum, nel cuore di Londra, e adottò il suo nome attuale nel 1974.

Tra i vari direttori associati alla compagnia ci sono stati Colin Davis, Reginald Goodall, Charles Mackerras, Mark Elder ed Edward Gardner. Nel 2015 Mark Wigglesworth fu nominato direttore musicale. ENO è nota per la sua accentuazione dell'aspetto spettacolare dell'opera, con produzioni, a volte controverse, di direttori comprendenti David Pountney, Jonathan Miller, Nicholas Hytner, Phyllida Lloyd e Calixto Bieito. Oltre al repertorio operistico di base, la compagnia ha presentato una vasta gamma di attività, dalle prime opere di Monteverdi a nuove produzioni, operette e spettacoli di music-hall di Broadway.

La fondazione

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Dettaglio dell'interno del Coliseum, 2011
Il teatro Old Vic

Nel 1889 Emma Cons, una filantropa vittoriana, che gestiva il teatro Old Vic, in una zona popolare di Londra, iniziò a presentare regolari spettacoli quindicinali di brani d'opera. Anche se le leggi del teatro del momento impedivano spettacoli in costume completi,[n 1] la Cons offrì al suo pubblico delle versioni condensate delle opere più conosciute, sempre cantate in inglese. Tra gli interpreti vi erano cantanti noti come Charles Santley.[2] Queste serate d'opera divennero in breve più popolari del teatro drammatico tradizionale che la Cons aveva messo in scena. Nel 1898 assunse la nipote Lilian Baylis per aiutarla a gestire il teatro. Allo stesso tempo, nominò Charles Corri come direttore musicale dell'Old Vic.[3] La Baylis e Corri, nonostante le molte divergenze, condividevano una fede appassionata nella divulgazione dell'opera lirica, fino ad allora generalmente appannaggio dei ricchi e delle persone alla moda.[4] Lavorarono con pochi fondi, con un coro amatoriale ed un'orchestra professionale di soli 18 suonatori, per i quali Corri riorchestrò le parti strumentali delle opere.[5] Per i primi anni del XX secolo, l'Old Vic fu in grado di presentare versioni semi-sceniche delle opere di Wagner.[6]

image of elderly woman in Victorian dress
Emma Cons

Emma Cons morì nel 1912, lasciando il suo patrimonio, compreso l'Old Vic, a Baylis, che sognava di trasformare il teatro in un "teatro d'opera per il popolo".[7] Nello stesso anno, Baylis ottenne una licenza che consentiva all'Old Vic di mettere in scena esecuzioni complete di opere liriche.[8] Nella stagione 1914-1915, Baylis mise in scena 16 opere e 16 commedie (13 delle quali erano di Shakespeare).[9][n 2] Negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale le produzioni shakespeariane di Baylis, interpretate da alcuni degli attori principali del West End di Londra, attirarono l'attenzione nazionale, come le produzioni operistiche a basso costo non riuscivano a fare. L'opera, tuttavia rimase la sua prima priorità.[10] L'attore-manager Robert Atkins, che ha lavorato a stretto contatto con Baylis sulle sue produzioni shakespeariane, ha ricordato, "L'Opera, il giovedì e il sabato sera, veniva eseguita fra le case sporgenti."[11]

Dal 1920 fu evidente alla Baylis che il suo Old Vic non era più sufficiente ad ospitare sia le compagnie teatrali che operistiche. Ella aveva notato il teatro Sadler's Wells vuoto ed abbandonato in Rosebery Avenue, Islington, dall'altra parte di Londra dall'Old Vic e decise di cercare di farlo funzionare in tandem con il suo attuale teatro.[12]

Lilian Baylis

Baylis fece un appello per fondi nel 1925 e, con l'aiuto del Carnegie Trust e molti altri acquistò la proprietà assoluta del Sadler's Wells.[13] I lavori iniziarono sul luogo nel 1926 ed a Natale del 1930 un teatro completamente nuovo, con 1.640 posti a sedere era pronto per l'utilizzo.[12] La prima produzione lì, una produzione per quindici giorni dal 6 gennaio 1931, fu la commedia di Shakespeare La dodicesima notte. La prima opera, data il 20 gennaio, fu Carmen. Durante la prima stagione furono messe in scena diciotto opere.[12]

Il nuovo teatro era più costoso da gestire rispetto all'Old Vic; erano necessari un'orchestra più grande e più cantanti e gli incassi in un primo tempo erano inadeguati. Nel 1932 il Birmingham Post osservò che le esecuzioni operistiche del Vic-Wells non raggiungevano gli standard delle produzioni teatrali Shakespeariane del Vic-Wells.[14] Baylis si sforzò di migliorare gli standard operistici, mentre allo stesso tempo respingeva i tentativi di sir Thomas Beecham per assorbire la compagnia d'opera in una società mista con il Covent Garden, dove lui era al comando.[15] Lei fu in un primo momento tentata dalla sicurezza finanziaria la proposta sembrava offrire, ma fu convinta dai suoi amici e consiglieri, come Edward J. Dent e Clive Carey che questo non era negli interessi del suo pubblico abituale.[16] Questo punto di vista ricevette un forte sostegno da parte della stampa; The Times scrisse, "L'Old Vic aveva iniziato offrendo opera lirica di qualche tipo a persone che a malapena conoscevano che cosa significasse la parola... sotto una saggia, incoraggiante guida si è gradualmente elevato verso l'alto... Qualsiasi tipo di incorporazione che lo rendesse il parente povero della 'Grande' stagione lirica sarebbe disastroso."[17]

drawing of exterior of Victorian theatre
Il vecchio Sadler's Wells, demolito per far posto al theatre

In un primo momento la Baylis presentò sia il teatro di prosa che l'opera in ciascuno dei suoi teatri; le società erano conosciute come "Vic-Wells". Tuttavia, sia per motivi estetici che finanziari, nel 1934 l'Old Vic divenne la sede del dramma parlato, mentre il Sadler's Wells ospitò sia la compagnia d'opera che quella di balletto, quest'ultima era stata fondata dalla Baylis e da Ninette de Valois nel 1930.[12][n 3] Lawrance Collingwood portò Corri come direttore stabile, e con l'aumento del numero delle produzioni, furono reclutati altri direttori ospiti, tra cui Geoffrey Toye e Anthony Collins.[12] Il crescente successo della nuova compagnia di balletto aiutò a sovvenzionare il costo elevato delle produzioni operistiche, consentendo un ulteriore aumento delle dimensioni dell'orchestra a 48 orchestrali.[19] Fra i cantanti, nella compagnia operistica c'erano Joan Cross ed Edith Coates.[20] Nel 1930 la compagnia presentò opere del repertorio tradizionale che includeva lavori di Mozart, Verdi, Richard Wagner e Puccini, opere più leggere di Balfe, Donizetti, Offenbach e Johann Strauss, alcune novità, fra le quali c'erano opere di Holst, Ethel Smyth e Charles Villiers Stanford ed un tentativo insolito di mettere in scena un oratorio di Mendelssohn, Elijah.[12]

Baylis Road

Nel novembre 1937 Baylis morì di un attacco cardiaco. Le sue tre compagnie continuarono sotto la direzione dei suoi incaricati, Tyrone Guthrie all'Old Vic aveva l'incarico complessivo di entrambi i teatri, con de Valois che gestiva il balletto e Carey e due colleghi che seguivano l'opera.[21] Nella seconda guerra mondiale il governo requisì il Sadler Wells come rifugio per quelli lasciati senza una casa dalle incursioni aeree. Guthrie decise di tenere l'opera andando in tour con un piccolo ensemble itinerante di 20 esecutori. Tra il 1942 e la fine della guerra la compagnia aveva girato continuamente, visitando 87 sedi di teatri. Era guidata da Joan Cross, che seguiva la compagnia e, se necessario, cantava nei ruoli principali di soprano nelle sue produzioni. La dimensione della compagnia fu aumentata a 50 e poi a 80.[22] Nel 1945 i suoi membri comprendevano cantanti provenienti da una nuova generazione, come Peter Pears e Owen Brannigan e il direttore d'orchestra Reginald Goodall.[23]

Sadler's Wells Opera

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exterior of neo-classical theatre, with a statue outside of a ballerina
Covent Garden – rivale e potentiale partner senior

Mentre la guerra volgeva al termine, il governo considerò il futuro della lirica in Gran Bretagna. Come il Sadler's Wells, la Royal Opera House non aveva presentato alcuna opera o balletto dal 1939. Il Consiglio per la Promozione della Musica e delle Arti (Arts Council of Great Britain - CEMA), l'organismo ufficiale, recentemente introdotto, incaricato di erogare modeste sovvenzioni pubbliche, valutò le sue opzioni e concluse che dovesse essere istituita una nuova compagnia Covent Garden. Doveva essere un'unica compagnia, funzionante tutto l'anno e cantare in inglese, al posto delle corte, brillanti stagioni internazionali degli anni prima della guerra. Molti intravidero in questa un'opportunità per unire le due società, dato che il modus operandi della nuova società Covent Garden era ora simile a quello del Sadler's Wells.[24] Tuttavia David Webster, che era stato incaricato di gestire il Covent Garden, anche se desiderava mantenere la compagnia di balletto de Valois per il Covent Garden, non voleva la compagnia lirica del Sadler's Wells. Per lui la vecchia compagnia era rispettabile, ma "sciatta" e "pesante".[25] Anche mantenendo la decisione di cantare in inglese, lui credeva di poter formare una compagnia migliore.[25] La direzione del Sadler's Wells non era disposta a perdere il nome e la tradizione della propria compagnia. Si convenne che le due aziende sarebbero dovute rimanere separate.[26]

La sopravvivenza del Sadler's Wells Opera era minacciata da divisioni all'interno della compagnia. La Cross annunciò la sua intenzione di riaprire il teatro Sadler's Wells col Peter Grimes, del giovane Benjamin Britten, con se stessa e Pears nei ruoli principali; ci furono molte lamentele da parte dei membri della società circa presunti favoritismi e la "cacofonia" dell'orchestrazione di Britten.[27] Peter Grimes fu eseguita nel giugno del 1945 e fu acclamata dal pubblico e dalla critica;[28] i suoi incassi al botteghino eguagliarono e superarono quelli della La bohème e di Madame Butterfly, che venivano messe in scena contemporaneamente da parte della società.[29] Tuttavia la spaccatura all'interno della società era irreparabile; Cross, Britten e Pears recisero i legami con Sadler's Wells nel dicembre del 1945 e fondarono la English Opera Group.[30] L'abbandono della compagnia di balletto verso il Covent Garden due mesi dopo privò il Sadler's Wells di un'importante fonte di reddito; il balletto era stato proficuo e fin dalla sua nascita aveva sovvenzionato la compagnia d'opera[31][n 4]

Clive Carey, che era stato in Australia durante la guerra, fu richiamato per sostituire Joan Cross e ricostruire la società dopo le privazioni del tempo di guerra e le recenti defezioni. Il critico Philip Hope-Wallace scrisse nel 1946 che Carey aveva cominciato a fare la differenza, ma che Sadler's Wells aveva bisogno di "un grande sussulto per uscire dalla mediocrità".[33] Nello stesso anno The Times Literary Supplement chiese se le compagnie Old Vic e Sadler's Wells fossero attaccate modestamente alle loro vecchie basi "o vorranno coraggiosamente abbracciare l'ideale di un Teatro Nazionale ed una National Opera in inglese?"[34] Carey se ne andò nel 1947 e il suo posto a capo della compagnia fu preso nel gennaio 1948 da un triumvirato composto da James Robertson come direttore musicale, Michael Mudie come suo assistente direttore e Norman Tucker responsabile della parte amministrativa.[35] Da ottobre 1948, a Tucker fu dato il controllo assoluto. Mudie si ammalò, e il giovane Charles Mackerras fu chiamato a sostituirlo.[36]

wall plaque with profile of a man's head; he is elderly with a moustache and a full head of hair
Leoš Janáček, sostenuto da Charles Mackerras e dalla compagnia

Dal 1950 il Sadler's Wells stava ricevendo una sovvenzione pubblica di £ 40.000 l'anno; il Covent Garden aveva ricevuto £ 145,000.[37] Tucker dovette rinunciare alla possibilità di mettere in scena la prima di Billy Budd di Britten, mancando le risorse per farlo in modo adeguato. Era desideroso di migliorare gli aspetti drammatici della produzione operistica e registi teatrali illustri tra cui Michel Saint-Denis, George Devine e Glen Byam Shaw lavorarono in alcune produzioni del Sadler's Wells nel 1950. Fu esplorato un nuovo repertorio; alle sollecitazioni di Mackerras fu presentato per la prima volta in Gran Bretagna Káťa Kabanová di Leoš Janáček[38] Il livello ed il morale della compagnia stavano migliorando; Il Manchester Guardian riassunse la stagione lirica 1950-1951 di Londra come "Emozione al Sadler's Wells: mancanza di distinzione al Covent Garden". E riconobbe che il Sadler's Wells aveva portato "in prima fila i teatri d'opera"[38]

La compagnia continuò a lasciare Rosebery Avenue per escursioni estive nelle città e paesi inglesi. L'Arts Council (successore del CEMA), era sensibile all'accusa che dal 1945 molti meno spettacoli d'opera erano stati dati nelle province. Il piccolo Carl Rosa Opera Company era in tour costantemente, ma la compagnia Covent Garden visitava solo quelle poche città con teatri abbastanza grandi per poterla ospitare. A metà degli anni 1950 furono rinnovati gli appelli per una riorganizzazione degli enti lirici della Gran Bretagna. Ci furono proposte per una nuova sede per il Sadler's Wells sulla riva sud del Tamigi, vicino al Royal Festival Hall, ma queste fallirono, perché il governo non era disposto a finanziare la costruzione.[39] Ancora una volta si parlò seriamente di fondere il Covent Garden e il Sadler's Wells.[40] Il Consiglio del Sadler's Wells si oppose, proponendo un accordo di più stretta collaborazione con il Carl Rosa[41]. Quando divenne chiaro che ciò avrebbe comportato che la compagnia del Sadler's Wells restasse in tour per 30 settimane ogni anno, e praticamente annullasse la sua presenza sulla scena lirica di Londra, Tucker, il suo vice Stephen Arlen, e il suo direttore musicale Alexander Gibson si dimisero. Le proposte furono modificate e tutti e tre ritirarono le loro dimissioni. Nel 1960 la compagnia Carl Rosa fu liquidata;[42] il Sadler's Wells assunse alcuni dei suoi membri e rilevò molti impegni del Tour, creando "due aziende intercambiabili di pari importanza", una delle quali avrebbe lavorato al teatro Sadler's Wells, mentre l'altra sarebbe stata "on the road", in tour permanente.[43]

head and shoulders of a man in evening dress in semi-profile
Colin Davis, musical director, 1961–65

Entro la fine del 1950 Covent Garden andò gradualmente abbandonando la sua politica di produzioni in lingua locale; star del calibro di Maria Callas non avrebbero dovuto imparare di nuovo i loro ruoli in lingua inglese.[44] Questo rese più facile a Tucker sottolineare le differenze tra le due compagnie d'opera di Londra. Mentre il Covent Garden avrebbe ingaggiato star internazionali, il Sadler's Wells si sarebbe focalizzato sui giovani artisti britannici e del Commonwealth. Colin Davis fu nominato direttore musicale succedendo a Gibson nel 1961.[45] Il repertorio continuò a mescolare produzioni consuete ed altre sconosciute. Le novità nel periodo di Davis includevano Assassinio nella cattedrale (opera) di Pizzetti, Oedipus Rex di Stravinsky, The Mines of Sulphur di Richard Rodney Bennett e altre ancora di Janáček.[46] La tradizionale politica del Sadler's Wells di dare tutte le opere in lingua inglese continuò, con due sole eccezioni: Oedipus rex, che fu cantato in latino, e L'Orfeo di Monteverdi, cantata in italiano, per motivi non chiari per la stampa.[47] Nel mese di gennaio 1962, la compagnia diede la sua prima opera Gilbert e Sullivan, Iolanthe; fu eseguita il giorno in cui il Savoy Opera uscì dal diritto d'autore ed il monopolio D'Oyly Carte fu finito.[48] Fu ben accolta (è stato ripreso con successo per molte stagioni fino al 1978)[49] e fu seguita da una produzione di The Mikado nel maggio dello stesso anno.[50]

The Mikado

Il teatro Islington era ormai chiaramente troppo piccolo per consentire alla società di crescere ulteriormente.[n 5] Uno studio condotto per l'Arts Council riportò che alla fine del 1960 le due compagnie del Sadler's Wells comprendevano 278 artisti stipendiati e 62 cantanti ospiti.[n 6] La compagnia aveva l'esperienza per lavorare in un grande teatro del West End; nel 1958 la sua produzione de La vedova allegra andò tutta esaurita e si trasferì al London Coliseum con i suoi 2.351 posti a sedere per una singola stagione estiva.[52] Dieci anni dopo il contratto di locazione del Coliseum si rese disponibile; Stephen Arlen, che era succeduto a Tucker come amministratore delegato, fu la forza trainante per spostare la compagnia.[53] Dopo intensi negoziati ed una raccolta di fondi, fu firmato nel 1968 un contratto di locazione per dieci anni.[54]

Una delle ultime produzioni della compagnia al teatro Islington fu I Maestri Cantori di Wagner, diretta da Goodall nel 1968, che 40 anni più tardi sarebbe stata descritta dalla rivista Gramophone come "leggendaria".[55] La società lasciò il Sadler's Wells con una ripresa del lavoro con cui aveva riaperto il teatro nel 1945, Peter Grimes. La sua ultima performance al teatro Rosebery Avenue fu il 15 giugno 1968.[56]

La compagnia, mantenendo la denominazione "Sadler'S Wells Opera", aprì al Coliseum il 21 agosto 1968, con una nuova produzione del Don Giovanni di Mozart, diretta da John Gielgud[56] Questa non ebbe una buona accoglienza, ma la compagnia si rimise in sesto rapidamente con una successione di produzioni altamente apprezzate.[53] Stephen Arlen morì nel gennaio del 1972 e gli succedette come direttore amministrativo George Lascelles, VII Conte di Harewood (Lord Harewood).[57]

Il successo dei Maestri Cantori del 1968 fu seguito nel 1970 dal primo ciclo dell'L'anello del Nibelungo, diretto da Goodall, con un cast tra cui Norman Bailey, Rita Hunter e Alberto Remedios. Il ciclo ebbe una nuova traduzione di Andrew Porter e scene di Ralph Koltai.[58] Nelle mire di Harewood, tra i punti salienti dei primi dieci anni al Colisem erano l'Anello, Guerra e pace di Prokof'ev, e Salome e Il cavaliere della rosa di Richard Strauss.[53]

left profile (head and shoulders) of elderly man in animated discussion
Charles Mackerras, musical director 1970–77
Benjamin Britten nel 1968

Direttore musicale della società dal 1970 al 1977 fu Charles Mackerras.[59] Harewood elogiò la sua eccezionale versatilità, con una gamma che andava "da The House of the Dead fino a Patience."[60] Il critico Alan Blyth lo descrisse come un esperto di autenticità nell'esecuzione di Handel, un pioniere di Janáček, "uno studioso mozartiano... un sostenitore sicuro dell'opera francese, un interprete forte, pragmatico dei classici viennesi, un esperto delle opere di Donizetti ed altri del primo XIX secolo e un ammiratore costante di Gilbert e Sullivan".[61] Tra le opere da lui condotte per la compagnia c'erano Giulio Cesare di Händel, interpretato da Janet Baker e Valerie Masterson;[62] cinque opere di Janáček;[38][63] Le nozze di Figaro con l'utilizzo pionieristico di uno stile interpretativo tipo XVIII secolo;[64] Werther (opera) di Massenet;[65] Maria Stuarda di Donizetti con Baker; e Patience di Sullivan. La compagnia ha ripreso la produzione di quest'ultima al Festival di Vienna nel 1975, insieme a Gloriana di Britten.[66][n 7] A Mackerras succedette come direttore musicale Charles Groves, che non stava bene e fu sempre molto giù durante la sua breve permanenza nel 1978-79.[68] Groves fu sollevato dall'incarico che fu assegnato a Mark Elder, che parlò del suo predecessore come "immensamente incoraggiante e solidale".[69]

Fin dall'inizio Arlen e poi Harewood avevano voluto cambiare il nome della società per riflettere il fatto che la sede non era più al teatro Sadler's Wells. Byam Shaw commentò: "L'unico grave inconveniente che ha subito dal suo spostamento il Sadler's Wells Opera Company fu che i tassisti disattenti venivano a prendere i loro clienti fino a Rosebery Avenue"[53] Harewood riteneva una regola elementare che "non si deve portare il nome di un teatro se si sta lavorando dentro un altro."[53] Il Covent Garden, proteggendo la sua posizione, contestò l'idea che la compagnia Sadler's Wells dovesse essere chiamata "The British National Opera" o "The National Opera", anche se né la Scottish Opera, né la Welsh National Opera si erano opposte a un tale cambiamento. Alla fine la questione fu decisa dal governo britannico e fu approvato il titolo "English National Opera". Fu adottato dal consiglio di amministrazione della compagnia nel novembre 1974.[70] Nel 1977, in risposta alla richiesta di maggiori produzioni liriche nelle città inglesi di provincia, fu costituita una seconda compagnia. Aveva sede a Leeds, nel nord Inghilterra ed era conosciuta come ENO Nord. Sotto la guida di Harewood fiorì, e nel 1981 divenne una società indipendente, la Opera North.[71]

Nel 1982, su iniziativa di Elder, Harewood nominò David Pountney direttore di produzione. Nel 1985 Harewood si ritirò (diventando presidente del consiglio di ENO l'anno successivo) e Peter Jonas gli succedette come direttore generale. Il triumvirato del 1980 Edler, Pountney e Jonas, spesso chiamato la "Powerhouse",[n 8] avviò una nuova era dell'"opera del regista".[73] Il triumvirato favoriva le produzioni descritte da Elder come "innovative, rischiose, esplorative e teatralmente efficaci"[74] e dal regista Nicholas Hytner come "Euro-cazzate che non devono mai essere comprensibili a tutti, tranne alle persone sedute là fuori a immaginare".[73] Gli amministratori che, secondo la frase di Harewood, "non vogliono spruzzare vernice in faccia al pubblico" furono messi da parte.[75] Un sondaggio nel 1980 dimostrò che le due cose che il pubblico ENO più disprezzava erano la dizione mediocre e gli eccessi dell'"opera del regista".[76]

Nel Dizionario Grove di Musica e dei Musicisti Barry Millington ha descritto lo stile Powerhouse come: "notevoli immagini di una realtà stravolta, un repertorio inesauribile di congegni di scena, la volontà di esplorare le questioni sociali e psicologiche latenti nelle opere e soprattutto un abbondante senso della teatralità." Come esempi Millington parla di " Rusalka (1983), con la sua edoardiana ambientazione infantile e i significati nascosti così freudiani, e Hänsel and Gretel (1987), la sua sognante pantomima popolata da figure di fantasia dalla immaginazione dei bambini... Lady Macbeth del Distretto di Mcensk (1987) e Wozzeck (1990) esemplificano un approccio alla produzione in cui la caricatura grottesca lotta con un forte coinvolgimento emotivo".[77]

Medie di vendita scarse al botteghino portarono ad una crisi finanziaria, che fu aggravata da problemi di relazioni industriali del backstage.[78] Dopo il 1983 la compagnia cessò i tour presso le altre sedi britanniche.[79] Valutando i risultati degli anni Powerhouse, Tom Sutcliffe ha scritto in The Musical Times:

«ENO non è il secondo teatro migliore dopo il Covent Garden. E 'diverso, più teatrale, meno vocale. ... L'ENO ora segue una politica come il Covent Garden nei primi anni dopo la guerra, quando Peter Brook scandalizzava la borghesia con i suoi allestimenti d'opera. Le ultime due stagioni all' ENO sono state difficili, cioè ogni tipo di giudizio si è rivoltato contro la gestione in uscita nel corso degli ultimi nove mesi. I dati di ascolto sono ben al di sotto. ... Il genio che a tutto presiede in questi anni di Elder ovviamente, è stato David Pountney. Non perché le sue produzioni erano tutte meravigliose. Forse solo poche lo erano. Ma perché, come Elder, ha permesso a tanti altri talenti di prosperare.[80][n 9]»

Le produzioni durante gli anni 1980 compresero le prime presentazioni della compagnia di Pelléas e Mélisande (1981), Parsifal (1986) e Billy Budd (1988). Le produzioni del 1980 che rimasero in repertorio per molti anni includevano Serse diretta da Hytner, Rigoletto e The Mikado dirette da Jonathan Miller.[81] Nel 1984 ENO andò in tournée negli Stati Uniti; la compagnia itinerante, guidata da Elder, si componeva di 360 persone; eseguirono Gloriana, Guerra e Pace, Il giro di vite, Rigoletto e Patience. Questa era la prima compagnia britannica ad essere invitata a comparire al Metropolitan Opera House, dove Patience ricevette una standing ovation e la produzione di Miller del Rigoletto, raffigurante i personaggi come mafiosi, fu accolta con un misto di entusiasmo e fischi.[82] [n 10] Nel 1990 ENO fu la prima grande compagnia d'opera straniera a visitare l'Unione Sovietica, eseguendo la produzione di Miller de Il giro di vite, la produzione di Pountney del