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Amedeo Panella

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Amedeo Panella

Amedeo Panella (Salerno, ...) è un mafioso italiano, membro della camorra, fondatore e capo storico del clan D'Agostino-Panella, attivo nella città di Salerno dagli anni '80. Secondo gli inquirenti, Panella è stato uno dei criminali più pericolosi nella storia di Salerno. Per decenni, è stato considerato il capo indiscusso della camorra salernitana.[1]

Amedeo Panella risulta già attivo, nei primi anni '80, nell'ambiente criminale salernitano collegato alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Un procedimento della Corte d'assise di Salerno, conclusosi con sentenza del 17 giugno 1985, riguardò una vasta associazione criminale operante nel capoluogo campano e affiliata alla NCO. Tra i condannati figurava Amedeo Panella, al quale vennero inflitti cinque anni e quattro mesi di reclusione. Nello stesso procedimento compariva anche Angelo Ubbidiente, condannato alla medesima pena e destinato successivamente a ricoprire un ruolo di rilievo nel clan Panella.[2][3]

La documentazione relativa a quel procedimento costituisce uno dei primi riscontri giudiziari disponibili sulla presenza di Panella nella camorra salernitana. L'associazione oggetto del processo viene fatta risalire, nella ricostruzione giudiziaria, al 28 settembre 1982. Un ulteriore elemento relativo alla prima fase della sua attività proviene dalle successive dichiarazioni del collaboratore di giustizia Franco Lettieri, il quale riferì di aver militato nell'organizzazione riconducibile a Panella. Lettieri dichiarò inoltre di aver partecipato, nel 1983, all'agguato in cui furono uccisi Carmine Apicella ed Elena Ferrigno, attribuendone a Panella l'organizzazione.[4][5]

La rottura con la NCO

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Secondo la Direzione nazionale antimafia, il clan diretto da Panella si distaccò dalla Nuova Camorra Organizzata nel 1984. La DNA considera tale distacco una fase decisiva nell'evoluzione del clan, che iniziò ad acquisire, fin dal 1986-1987, una propria autonomia operativa nella città di Salerno.[6]

Dopo il distacco, il gruppo mantenne tale posizione in modo pressoché esclusivo fino ai primi anni '90, quando, a seguito della detenzione di Panella, iniziò l'ascesa criminale del gruppo diretto da Giuseppe D'Agostino.[6]

La faida con Lucio Grimaldi

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Nella seconda metà degli anni '80 il clan facente capo a Panella consolidò la propria presenza nel territorio salernitano. Le fonti istituzionali gli attribuiscono attività quali il traffico di stupefacenti, le estorsioni, l'usura, la ricettazione, il gioco d'azzardo e il contrabbando di sigarette. Un documento parlamentare descrive inoltre la presenza contemporanea a Salerno del gruppo facente capo a Panella e di quello guidato da Lucio Grimaldi, indicando tra i principali interessi criminali delle due organizzazioni le estorsioni, il traffico di stupefacenti, il contrabbando e il controllo del gioco d'azzardo, anche attraverso i videopoker. Uno degli episodi più significativi di questo periodo fu il triplice omicidio di Croce di Cava, avvenuto il 16 maggio 1987. Tra le vittime vi fu Corrado Gino Ceruso, indicato dalle fonti come cognato di Panella, insieme a Ferruccio Scoppetta e Vincenzo Gargano. Il triplice omicidio maturò nel contesto della violenta contrapposizione tra i clan facenti capo a Panella e a Lucio Grimaldi.[7][8][9][10]

La successiva ricostruzione investigativa della faida si basò anche sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. In particolare, nel 1996 Giovanni Zito riferì di aver appreso da Pierpaolo Capri della partecipazione di quest'ultimo all'omicidio di Berardino Grimaldi, compiuto, secondo quanto riferito da Zito, allo scopo di dimostrare la propria fedeltà ad Amedeo Panella. La stessa dichiarazione collegava l'episodio ai sospetti nutriti da Panella nei confronti di Capri per un suo presunto coinvolgimento nel triplice omicidio di Croce di Cava.[7][10]

Nel 1988 venne inoltre ucciso Valentino Sorrentino, diciannovenne salernitano il cui corpo non venne mai ritrovato. L'episodio fu successivamente chiarito anche grazie alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Franco Lettieri, che riferì agli inquirenti quanto a sua conoscenza del delitto.[4]

All'inizio degli anni '90, a seguito della detenzione di Panella, iniziò l'ascesa del gruppo diretto da Giuseppe D'Agostino, segnando una trasformazione degli equilibri interni alla camorra salernitana.[2]

Dopo la scarcerazione di Panella, i due gruppi confluirono nuovamente in un'unica organizzazione criminale, successivamente indicata nelle fonti investigative e giudiziarie come clan D'Agostino-Panella. Il sodalizio riuniva le componenti riconducibili a Panella e a D'Agostino e si contrapponeva al gruppo facente capo al clan Grimaldi.[2]

La contrapposizione con il gruppo di Lucio Grimaldi sfociò in una lunga e sanguinosa faida. Le fonti investigative e giudiziarie dell’epoca indicavano i clan facenti capo a Panella e Grimaldi come le due principali strutture criminali operanti nella città di Salerno.[11][2]

Le condanne e gli omicidi della faida

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La documentazione giudiziaria successivamente richiamata dalla stampa attribuisce a Panella una serie di condanne relative a fatti commessi fino al marzo 1996. Tra queste figura una condanna a vent'anni di reclusione per associazione per delinquere di stampo camorristico, nella quale Panella sarebbe stato riconosciuto come promotore, oltre che per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, due omicidi, detenzione di armi clandestine, ricettazione, furto ed estorsione.[6]

La ricostruzione dei singoli procedimenti deve tuttavia essere mantenuta distinta: non tutti gli episodi attribuiti al clan facente capo a Panella ebbero il medesimo esito processuale e alcune ipotesi investigative furono successivamente ridimensionate o si conclusero con assoluzioni.[6]

Particolare rilievo ebbe l'omicidio di Lucio Grimaldi, avvenuto il 18 aprile 2002 sul lungomare di Salerno. Secondo la ricostruzione giudiziaria successivamente riportata dalla stampa, Panella fu condannato quale mandante dell'omicidio e la relativa condanna divenne irrevocabile nel 2008.[6][9]

L'arresto del 1998

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Nell'aprile 1998, Panella venne arrestato dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno. Secondo la ricostruzione della DDA, la protratta detenzione dei principali esponenti del clan D'Agostino-Panella determinò rilevanti mutamenti negli assetti criminali della città, favorendo l'emergere di nuovi equilibri. Negli anni successivi, il gruppo subì ulteriori trasformazioni organizzative. Secondo la documentazione investigativa, Angelo Ubbidiente assunse un ruolo centrale nella direzione strategica dell'organizzazione.[12][13]

Gli anni in carcere

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Nel 2021 la Corte di Cassazione accolse il ricorso presentato dalla difesa di Panella riguardante il riconoscimento della continuazione tra alcuni dei reati per i quali era stato condannato, compresi quelli relativi alla faida con i Grimaldi. La Cassazione annullò l'ordinanza del giudice dell'esecuzione di Salerno e dispose il rinvio per un nuovo esame davanti a un diverso magistrato. La decisione riguardava il riconoscimento del vincolo della continuazione tra i reati e non comportava, di per sé, l'annullamento delle condanne relative ai singoli fatti.[9]

Nel corso della detenzione, la difesa presentò inoltre diverse istanze riguardanti le condizioni carcerarie e la possibilità di ottenere benefici penitenziari o la scarcerazione. Una ricostruzione giornalistica del 2012 riferì che Panella si trovava detenuto dal 4 aprile 1998 e che i suoi difensori avevano presentato istanze fondate anche su documentazione medica.[9][14]

  1. ↑ Redazione, Panella: chi è costui ?, su ilquotidianodisalerno.it, 4 gennaio 2012. URL consultato il 22 settembre 2026.
  2. 1 2 3 4 MANUALE DEL DIPARTIMENTO DI ANALISI, STUDI E MONITORAGGIO DEI FENOMENI CRIMINALI E MAFIOSI, su it.scribd.com. URL consultato il 22 settembre 2026.
  3. ↑ COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA CRIMINALITA` ORGANIZZATA MAFIOSA O SIMILARE (PDF), su senato.it.
  4. 1 2 VALERIA EUFEMIA, Omicidio Ascoli: chi era Franco Lettieri, su Il Resto del Carlino, 17 gennaio 2021. URL consultato il 22 settembre 2026.
  5. ↑ Tra camorra e nuova vita Ecco chi era Franco Lettieri, su Il Resto del Carlino, 19 gennaio 2021. URL consultato il 22 settembre 2026.
  6. 1 2 3 4 5 Relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore nazionale antimafia e dalla Direzione nazionale antimafia nonchè sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso (PDF), su albertofesta.it, Dicembre 2006.
  7. 1 2 Locali d'Autore, Triplice omicidio di Croce, indagato Capri, su www.ilportico.it, 27 febbraio 2006. URL consultato il 22 settembre 2026.
  8. ↑ COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SUL FENOMENO DELLA MAFIA E DELLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI SIMILARI (PDF), su senato.it.
  9. 1 2 3 4 Redazione, Guerra tra clan, il boss Amedeo Panella torna davanti ai giudici di Salerno, su il Giornale di Salerno .it, 24 gennaio 2021. URL consultato il 22 settembre 2026.
  10. 1 2 RELAZIONE SULL’AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA NELL’ANNO 2009 (PDF), su giustizia.it.
  11. ↑ Allegato B Seduta n. 645 del 27/6/2005, su leg14.camera.it. URL consultato il 22 settembre 2026.
  12. ↑ XIV LEGISLATURA - DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI (PDF), su legislature.camera.it.
  13. ↑ Polizia, Salerno: eseguito mandato di arresto europeo a carico di un pregiudicato salernitano. - Questura di Salerno | Polizia di Stato, su questure.poliziadistato.it. URL consultato il 22 settembre 2026.
  14. ↑ Salerno, il boss Panella è malato: gli avvocati chiedono la libertà, su www.irno.it. URL consultato il 22 settembre 2026.
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