Alberto Tarantini
| Alberto Tarantini | |||||||||||||||||||||||||
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| Nazionalità | |||||||||||||||||||||||||
| Altezza | 179[1] cm | ||||||||||||||||||||||||
| Calcio | |||||||||||||||||||||||||
| Ruolo | Difensore | ||||||||||||||||||||||||
| Termine carriera | 1º luglio 1989 | ||||||||||||||||||||||||
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| Nazionale | |||||||||||||||||||||||||
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| Palmarès | |||||||||||||||||||||||||
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| 1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. | |||||||||||||||||||||||||
Alberto César Tarantini (Ezeiza, 3 dicembre 1955) è un ex calciatore argentino, di ruolo difensore, campione del Mondo con l'Argentina nel 1978.
Carriera
[modifica | modifica wikitesto]Club
[modifica | modifica wikitesto]Ha iniziato la carriera nel Boca Juniors,[2] squadra in cui rimane nei primi quattro anni di carriera; in seguito passa agli inglesi del Birmingham City, esperienza a cui segue un ritorno in patria, prima nel Talleres, poi nel River Plate. Il trasferimento seguente lo vede passare ai francesi del Tolosa, squadra che lo consacra a livello europeo con 130 presenze. Dopo una breve esperienza al Bastia, chiude la carriera all'Urania Ginevra[3] .
Suscitava curiosità il suo particolare look (capelli afro e denti sporgenti, dai quali il soprannome Conejo, ovvero "Il coniglio").
Nazionale
[modifica | modifica wikitesto]Nazionali giovanili
[modifica | modifica wikitesto]Con l'Argentina Under-20 partecipò al Torneo di Tolone 1975, vincendolo.
Nazionale maggiore
[modifica | modifica wikitesto]Tarantini esordisce in Nazionale maggiore il 22 aprile 1974, nell'amichevole vinta per 2-1 contro la Romania. Con la maglia della Selección partecipa a due edizioni del campionato mondiale: la vittoriosa edizione casalinga del 1978 e l'edizione spagnola del 1982. Nei suoi 8 anni a servizio della selezione argentina ha raccolto 61 presenze ed una rete (segnata durante il mondiale casalingo, nel successo per 6-0 contro il Perù).
Al termine del campionato del mondo 1978 vinto dall'Argentina, durante il giro di congratulazioni e la stretta di mano con l'allora dittatore Jorge Rafael Videla, Tarantini fu protagonista di un controverso aneddoto. Secondo quanto dichiarato a più riprese dallo stesso calciatore, prima di stringere la mano al generale si strofinò di proposito le dita sui propri genitali.[4] Tarantini ha inquadrato il gesto sia come frutto di una scommessa fatta negli spogliatoi con il capitano e compagno di squadra Daniel Passarella, sia come una reazione di disprezzo personale verso la figura di Videla.[5] A tal proposito, in un'intervista del 2005 al quotidiano argentino Página/12, il difensore ha ricordato un precedente screzio avvenuto in occasione di un evento celebrativo organizzato dal quotidiano Clarín: in tale frangente, avendo chiesto direttamente a Videla informazioni sulla sorte di alcuni suoi amici vittime di sparizione forzata (desaparecidos), si sarebbe sentito rispondere dal generale di «non occuparsi di tali questioni».[6] Sebbene l'episodio della stretta di mano sia ampiamente diffuso e abbia contribuito all'immagine pubblica del giocatore, diverse testimonianze di altri membri della nazionale argentina hanno nel tempo ridimensionato il resoconto fornito da Tarantini, sostenendo che l'ex terzino ne abbia enfatizzato la reale portata e i dettagli a posteriori.[7]
